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40MO VIAGGIO., TERRA SANTA 5: 21-28 GIUGNO 2012


 

Maddalena, George De La Tour 1642-44 (Parigi, Louvre)

INTRODUZIONE
In questo diario del nostro quinto Pellegrinaggio in Terra Santa ed il Quarantesimo viaggio di Santina dall’anno 2005 (avendo percorso Km. 113.594 in 298 giorni), particolare importanza occuperanno due momenti significativi per noi.
– Il primo momento consiste nell’inaugurazione dei lavori di restauro della facciata dell’Esarcato armeno cattolico di Gerusalemme, la sera del 24 Giugno 2012. Tali lavori si sono effettuati grazie ai soldi raccolti con la solidarietà di Santina e con tale descrizione vogliamo ringraziare tanti benefattori.
– Il secondo momento di particolare significato è invece costituito dall’Unzione dei Malati che Santina ha ricevuto al Santo Sepolcro per la Quinta volta e all’altare della Maddalena. Quest’anno abbiamo voluto approfondire il particolare legame di Santina con la figura di Santa Maria Maddalena, alla quale è dedicato il Diario.
Dopo aver trattato questi due importanti momenti in un breve paragrafo parleremo dei nuovi Luoghi Santi visitati da mia Madre in questo Viaggio ed infine una tabella con lo svolgimento delle giornate del Pellegrinaggio completerà il Diario.

Guarda il film del Viaggio

I. RESTAURO FACCIATA ESARCATO ARMENO CATTOLICO DI GERUSALEMME, VIA DOLOROSA TERZA – QUARTA STAZIONE

PREMESSA
La Provvidenza divina ha voluto realizzare sulla Via Dolorosa a Gerusalemme, tra la terza e la quarta stazione, uno dei frutti più belli e forse anche più visibili della storia di solidarietà di Santina dall’anno 2005 all’anno 2012. Come ben sapete la scommessa di questi anni è sempre stata quella di trasformare il dolore di mia madre in opportunità di bene per gli altri. Sono nate così diverse iniziative di beneficenza, tra le quali vi è anche il restauro della facciata del Palazzo dell’Esarcato Armeno Cattolico di Gerusalemme. Prima di passare ad alcune note di cronaca della bella serata di inaugurazione, avvenuta Domenica 24 Giugno 2012, vorrei soffermarmi sui contenuti fortemente simbolici di questa opera di solidarietà. Si tratta della pulizia della facciata di un antico palazzo, sulla porta di ingresso in una inferriata vi è una data 1885. Le belle pietre dell’edificio erano ormai ingiallite dal tempo e compromesse dall’erosione atmosferica. L’edificio si compone di due piani, più il nuovo appartamento a mansarda con la splendida balconata, terminato nell’anno 2007. Il palazzo è diviso da sei colonne portanti: al secondo piano trovano spazio cinque ampie finestre ad arco sorrette da altrettante colonne in pietra, mentre il piano terra si compone di quattro finestre – simmetriche al secondo piano – dove al centro trova posto il grande portone, con gli stipiti in pietra. Si tratta della bella pietra di Gerusalemme che il tempo aveva annerito e che aveva così impoverito.
Nell’anno 2011, parlando con S.E. Mons. Minassian e con il Signor Jololian, si vide la necessità di una radicale pulizia della facciata e di una appropriata illuminazione del Palazzo. Guardano le modeste possibilità dei fondi raccolti con la beneficenza di Santina ci siamo prefissi di fare ulteriori opportune questue per giungere alle somma necessaria, e così nell’anno 2011 con la vendita del libro Quando sono debole è allora che sono forte e con le offerte di molti Amici di Santina siamo giunti alla possibilità di svolgere i lavori, come bene è illustrato nella pagina del nostro sito dedicata a tale opera di solidarietà.

La facciata restaurata
La facciata restaurata

ALCUNE PRECISAZIONI DI CARATTERE SPIRITUALE
A questo punto mi pare importante alcune precisazioni dal carattere spirituale sul senso profondo del progetto realizzato.
– Forse non è un caso che questa opera di restauro abbia avuto uno slogan che ben sintetizza l’esperienza di Santina: Quando sono debole è allora che sono forte. Se non ci fosse stato il suo dolore e la sua esperienza di preghiera raccolta in quel libro, il restauro non ci sarebbe stato.
– L’opera di solidarietà ha un grande valore simbolico: siamo sulla Via Dolorosa a Gerusalemme, sulla Via nella quale Gesù ha portato la croce, centinaia di migliaia di pellegrini cristiani passano per quella strada ripercorrendo il dolore di Gesù, e ripercorrendo la sofferenza di Cristo trovano inciso in un palazzo il ricordo di un altro dolore, forse più piccolo e nascosto, ma che incoraggia ogni pellegrino che sale la via della croce: è il dolore di Santina che la targa in pietra ricorda al passante. Nella vita del cristiano il dolore fecondato dalla preghiera non è inutile e a Gerusalemme sulla via della croce, cosparsa di tutte le sofferenza dell’umanità, rispende nel suo candore anche il dolore della piccola ed umile Santina!
– Ma il terzo aspetto tipicamente spirituale, voluto da un preciso gioco della Provvidenza, è il punto preciso in cui questo restauro ha avuto luogo: tra la terza e quarta Stazione, che la tradizione riserva alla prima caduta di Gesù, ed all’incontro del Signore con la Madonna: non per nulla la Chiesa che lì sorge è dedicata a Nostra Signora dello Spasimo.
Nella vita di Santina la Madonna ha avuto sempre un ruolo decisivo ed anche nella mia vita spirituale l’insegnamento e l’esempio di mia madre mi hanno condotto gradualmente ad amare e praticare la devozione mariana. Forse la Madonna si è accorta di questo e Lei stessa ha chiesto al suo Figlio che avvenisse questo autentico miracolo! Io personalmente vedo il dito della Vergine in tutto questo (e sono così felice che il mio appartamento sia proprio presente in questo Esarcato dove intendo tornare spesso per studiare e per pregare), è dunque Maria che ha permesso il prodigio. Ma l’incontro di Maria con il Figlio dice anche un rapporto squisito tra Madre e Figlio e richiama alla mia mentre lo straordinario rapporto mio con mia madre Santina. La terza stazione invece ricorda la prima caduta di Gesù ed anche questo è per me provvidenziale, l’opera di solidarietà di Santina si realizza là dove si ricorda la caduta di Gesù. Quante cadute nella mia vita!! Di fronte alle mie cadute devo pensare alle cadute piene di dolore di Gesù ed essere sorretto ed incoraggiato dall’umile esempio di mamma.
– Infine, l’inaugurazione, che tra poco descriveremo, ha avuto luogo nel contesto del Quinto Pellegrinaggio di mia Madre a Gerusalemme. Anche Santina sulla sua sedia a rotelle ha percorso per ben tre volte nell’anno 2010, 2011 e 2012, tenendo nelle sue mani tremanti un crocifisso di legno, il Cammino di Gesù. Uno di quei crocifissi è oggi nella sua camera da letto a Bergamo, il secondo si trova nel mio studio in Vaticano ed il terzo è nella casa di mia sorella. Ma oltre a compiere il cammino della croce, Santina la sera del 24 Giugno 2012 ha ricevuto nella Basilica del Santo Sepolcro il Sacramento dell’Unzione dei Malati per la quinta volta! Anche questi due fatti concorrono nel delineare bene il contesto spirituale dell’inaugurazione dei restauri.

Guarda la cerimonia dell’inaugurazione

CRONACA DELLA CERIMONIA D’ INAUGURAZIONE
Il luogo di questo restauro dunque non è secondario alla vita di fede dei cristiani, abbiamo visto nei precedenti paragrafi che esso si realizza a Gerusalemme, sulla Via Dolorosa, tra la terza e quarta stazione. Bene, questa Via della Croce ogni giorno è percorsa da migliaia di pellegrini che giungono a Gerusalemme da ogni parte del mondo e che, come la tradizione insegna dai tempi di san Francesco, esercitano la pia pratica della Via Crucis con molto profitto spirituale. Bene, proprio tutti quei cristiani che compiono la Via Crucis, soffermandosi in preghiera non possono fare a meno di ammirare il bianco palazzo illuminato da una illuminazione che crea, sul far della sera, un magico ambiente: è proprio in questo magico ambiente che ha avuto luogo l’inaugurazione, per mano del Nuovo Esarca Mons. Joseph Kelekian, la sera di Domenica 24 Giugno 2012, che ora vogliamo brevemente descrivere.
E’ una calda sera di estate a Gerusalemme e nel cielo di un azzurro terso iniziano ad accendersi le prime stelle e una chiara mezza luna risplende sopra le case della Città Santa. Il muezzin ha appena terminato la preghiera dal minareto vicino a casa. Entriamo nel cortile dell’Esarcato armeno cattolico, sulla sinistra ci attende Mons. Kelekian che ha preparato scrupolosamente la cerimonia di benedizione dei lavori, con me, Santina ed Olinda vi è il Padre francescano Claudio Bottini, Fratel Andrea sagrestano maggiore del Santo Sepolcro, suor Annaerica, Suor Cecilia, ed alcuni altri amici. Il clima è di grande fraternità e con un sorriso tutti accolgono l’arrivo di Santina, che ha appena ricevuto al Santo Sepolcro l’Unzione dei Malati. Guardo il volto di Mamma e subito Lei contraccambia il mio sguardo con un bel sorriso. Sono molto commosso desideravo ardentemente questo momento di preghiera e di riflessione, e sono orgoglioso di essere riuscito a portare nuovamente Mamma a Gerusalemme per inaugurare questi importanti lavori. Sicuramente l’esempio di Santina lascerà a Gerusalemme un segno lungo gli anni e speriamo anche lungo i secoli! Con Mons. Kelekian abbiamo deciso l’inaugurazione per la sera per diversi motivi, prima di tutto perché durante il giorno il forte sole ed il caldo non avrebbero permesso il dovuto raccoglimento, ma poi perché nella sera l’illuminazione della facciata crea un tono di grande meraviglia e magia. Alzo gli occhi verso il Palazzo e mi commuovo, le antiche pietre pulite con sofisticate tecniche hanno ripreso la loro bellezza ed il loro biancore, ogni fessura tra pietra e pietra è stata scrupolosamente pulita ed in alcuni casi nuovo cemento è stato finemente sostituito: l’antico palazzo sembra un castello incantato, le nuove luci conferiscono caldi colori alla bianca facciata tornata a risplendere. Jassin e Hamir portano la carrozzina di Mamma davanti all’ingresso dell’Esarcato e Mons. Kelekian, in abiti da cerimonia e con il crocifisso in mano, inizia la breve ma suggestiva preghiera: “Noi ti supplichiamo Signore Gesù Cristo, di benedire le mura rinnovate di questo edificio dell’Esarcato Armeno Cattolico di Gerusalemme, insieme ai benefattori che hanno contribuito al rinnovamento della facciata, come anche tutti quelli che vi abitano e vi abiteranno in futuro in questo palazzo, concedendogli salute e riuscita. Che la pace, la gioia e l’amore facciano parte della vita quotidiano di questo Esarcato…” Seguo con molta commozione questa semplice, ma profonda preghiera e mentre ascolto queste parole continuo a guardare Mamma e il Palazzo: “Chi l’avrebbe mai detto che Santina avrebbe prodotto con la sua fragilità questo miracolo? Una esistenza che molti reputavano finita, che molti ritengono inutile è in grado di trasformare e rinnovare un edificio così significativo nel cuore di Gerusalemme. Penso a mia sorella Carolina lontana e penso a tutte le persone povere e semplici che con il loro modesto contributo hanno però originato questa significativa opera di restauro. Grazie Signore, grazie Maria!” Mons. Kelekian prende il secchiello con l’acqua benedetta ed asperge la facciata, dopo di Lui anche Padre Claudio Bottini, io e… Santina aspergiamo con l’acqua santa i lavori ultimati. Vi è commozione e riconoscenza in ciascuno dei presenti. Con il canto del Padre Nostro in armeno si conclude la prima parte della cerimonia e passiamo all’interno per scoprire la lapide con la dedica a Santina. L’esarcato armeno cattolico al pian terreno riserva grandi sorprese! L’ingresso e ogni antica stanza, soprattutto l’aula delle udienze sono bellissimi: antiche pietre bianche a vista costituiscono le pareti, sembra davvero di essere in un castello medievale. Fu proprio questo ingresso a conquistare subito la mia attenzione, quando il 1° Gennaio 2007 entrai per caso nel prestigioso androne, ad attendermi allora vi era il Signor Alex Jololian, per il quale devo spendere alcune parole. Se a Mons. Raphael Minassian devo l’onore di un appartamento a Gerusalemme è stato proprio la bravura, la capacità ed il gusto di Alex a realizzare i lavori. La stessa cosa è avvenuta per i lavori di restauro della facciata. Pensati e in qualche modo progettati con S.E. Mons. Minassian, è stato poi Mons. Kelekian a proseguire, ma sempre i lavori sono stati eseguiti con grande cura e maestria da Alex Jololian che ha curato ogni dettaglio del bellissimo restauro e che di cuore ringrazio insieme all’Esarca Mons. Joseph Kelekian. Proprio nell’ingresso del Palazzo l’Esarca a provveduto a sistemare una targa in onore di Santina, mentre dei bravi scalpellini stanno predisponendo la scritta in una lapide di marmo. Gli invitati piano, piano entrano nell’ingresso vicino all’aula delle udienze e così avviene in semplicità la seconda parte della bella cerimonia, lo scoprimento della targa in onore di Santina. Se nella prima parte aveva presieduto la cerimonia Mons. Kelekian è il nostro Invitato di onore Padre Claudio Bottini noto biblista e Decano dello Studium Biblicum Franciscanum a scoprire la lapide. Con un gesto semplice il Professore scopre la targa recitando: Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Ancora una volta siamo commossi per questo suggestivo momento che corona gli sforzi di tutti: quelli di Santina, dei nostri benefattori, di Alex, di Mons. Kelekian e di tutti gli operai che hanno permesso di realizzare questi importanti lavori di restauro. Sulla targa si può leggere: RINNOVAMENTO DEL MURO ESTERNO DELL’ESARCATO IN ONORE DI MAMMA SANTINA ZUCCHINELLI PER OPERA DI MONSIGNOR LUIGI GINAMI 24 GIUGNO 2012. Guardo Mamma ed indico a Lei il Suo nome sulla targa, Lei lo osserva con attenzione e poi sorride divertita, scatto alcune fotografie per ricordare il momento semplice ed al tempo stesso solenne che lascerà concretamente un ricordo di Santina nella Città Santa di Gerusalemme.

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UN AFFETTUOSO ABBRACCIO A MAMMA
La mia commozione è profonda e allora abbraccio con molta dolcezza Santina, nella mia memoria ricordo un passaggio di un recente romanzo di David Grossman: ‹‹Sei dolcissimo – disse la mamma a Ben mentre facevano una passeggiata nei campi verso sera. – Sei dolcissimo e tanto carino, non c’è nessuno al mondo come te!››. ‹‹Davvero non c’è nessuno al mondo come me?›› domandò Ben. ‹‹Certo che no – rispose la mamma – sei unico››…La mamma lo tenne stretto a sé. Sentiva il cuore di Ben che batteva. Anche Ben sentiva il cuore della mamma e l’abbracciò forte forte.‹‹Adesso non sono solo – pensò mentre l’abbracciava – adesso non sono solo. Adesso non sono solo››. ‹‹Vedi – gli sussurrò la mamma – proprio per questo hanno inventato l’abbraccio››. (DAVID GROSSMAN, L’abbraccio, Mondadori 2010). Sicuramente verrà un giorno in cui mia Madre mi lascerà, forse presto, oppure forse lascerò io Santina per primo: la nostra vita vera non è qui, ma è nel Paradiso. In quel giorno in cui mi sentirò solo sarà proprio il caldo abbraccio di quella sera unitamente a tanti altri gesti di affetto verso mia Madre a dirmi che in verità non sarò mai solo, perché proprio Lei con la Sua vita ed il Suo esempio, mi ha insegnato che Dio con il Suo abbraccio mi conforterà sempre, come tutti i gesti di solidarietà che Santina ha seminato saranno i più bei segni di incoraggiamento e conforto nel continuare a credere cha la vita pur nel dolore, nella sofferenza e nella disabilità è un sorprenderete Mistero che vale la pena di vivere sempre fino in fondo. E se morirò io per primo? In quel caso non avrò alcuna paura per Mamma, perché sono convinto che l’affettuoso abbraccio di Dio non verrà mai meno dalla Cara Santina… come del resto è avvenuto in questi anni. La bella serata si conclude con una festa sul magnifico terrazzo di casa, dove dopo cena Suor Cecilia esegue alcuni canti religiosi con la sua bella voce accompagnata dal suono dell’arpa e dalle note del flauto suonato da Mons. Kelekian: una serata davvero speciale, mentre la notte avvolge Gerusalemme e nel cielo splende una chiara mezzaluna estiva.

Santina alle antiche mura di Gerusalemme
Santina alle antiche mura di Gerusalemme

II. L’INCONTRO CON MARIA MADDALENA
Nella Vicenda di Santina anche le date sembrano contraddistinguere la nostra avventura spirituale. In altre parole alcuni momenti di grande valore e significato umano e spirituale ci siamo sempre sentiti accompagnati da una speciale intercessione divina. Siamo molto lontani da una interpretazione magica o mistificante della vicenda di Santina, ma non vogliamo neppure ignorare alcune coincidenze sorprendenti, vogliamo qui porre brevemente alcune di queste coincidenze legate alle date, nell’intento di mostrare come la Provvidenza ci sia vicina e ci accompagni. Allora iniziamo. La data in cui Santina ha avuto l’infarto è stata il 3 Giugno 2005, quel giorno era la Solennità del Sacro Cuore di Gesù, la data in cui Santina è stata operata al cuore è stata il 18 luglio 2005 in quella data a Parigi la Madonna appare e propone la Medaglia miracolosa, la data dell’arresto cardiaco è il 22 luglio ed è il giorno liturgico dedicato a Santa Maria Maddalena, la data in cui chiedo a Giovanni Paolo II di concedere a Santina alcuni anni di vita è il 2 Agosto 2005, terzo mese anniversario della morte del Pontefice ed in quel giorno il cuore torna a battere regolarmente, la data in cui Santina esce dall’ospedale è dopo nove mesi (il tempo esatto per essere partoriti ad una nuova vita), il 10 aprile 2006 Lunedì Santo… molte sono le coincidenze che ricorrono nel calendario di dolore di Santina e i nostri diari puntualmente lo ricordano, quasi Dio ci abbia voluto sostenere con l’intercessione e l’aiuto di grandi santi ed eventi significativi per la nostra fede. In questo Diario del 40mo viaggio di Santina ( quinto viaggio in Terra Santa dal 2005 e 14mo della sua vita) in Terra Santa vogliamo soffermarci sulla data del 22 luglio 2005 e la conseguente devozione che si è sviluppata per noi attorno a questa figura di Maria Maddalena. Se Santina ha avuto l’arresto cardiaco il 22 luglio, giorno dedicato a Santa Maria Maddalena è anche vero che per 5 volte Santina ha ricevuto l’Unzione dei Malati nel luogo in cui la Maddalena ha incontrato Gesù Risorto! Ecco le cinque date con il nome dei sacerdoti e vescovi che hanno amministrato l’Olio Santo:
1.      24 Giugno 2012 con Padre Claudio Bottini, Natività San Giovanni Battista
2.      21 Giugno 2011 con Mons. Shomali, San Luigi Gonzaga, Olinda riceve la Cresima e don Gigi ricorda il XXV di sacerdozio
3.      6 Giugno 2010 con Padre Frederic Manns,
4.      17 maggio 2009 con S.E. Mons. Raphael Minassian, compleanno di mio padre Egidio
5.      9 ottobre 2007 con don Gigi

Santina all'altare della Maddalena dopo la Quinta Unzione dei Malati
Santina all’altare della Maddalena dopo la Quinta Unzione dei Malati

MARIA MADDALENA – LA DONNA CHE AVEVA SETTE DEMONI
La Maria di cui stiamo trattando si distingue dalle altre come la Maddalena, identificandola con il suo luogo di nascita proprio come Gesù che veniva chiamato il Nazareno associandolo con la città di Nazaret. Magdala significa “torre” o “castello” e ai tempi di Gesù era una città popolata, situata sulla costa della Galilea a circa 2 chilometri da Cafarnao. Il lavoro di tintura delle stoffe e la presenza di primitive fabbriche tessili aggiungeva benessere alla comunità. E’ probabile che “La Maddalena” fosse collegata all’industria cittadina in quanto aveva disponibilità economiche tali da darle la possibilità di servire il Signore con le sue sostanze. Non abbiamo traccia né del parentado, né del suo stato civile né della sua età. Il fatto che fosse libera di seguire Gesù nei suoi spostamenti può suggerire che non avesse obblighi domestici. Prima di definire la vita ed il carattere di Maria, non vogliamo considerare come verità il collegamento alla donna senza nome identificata come “colei che era una peccatrice” di cui parla Luca nel suo Vangelo (Luca 7:37). Il Talmud giudaico afferma che Maddalena aveva una cattiva reputazione e che fu la prostituzione a distruggerla. Senza dubbio era proprio da questa tradizione e dal fatto che il primo riferimento che Luca fa su Maria Maddalena segue immediatamente l’episodio della “peccatrice”, che si è venuta a sviluppare l’idea che fosse riferito a lei ma non c’è una benché minima traccia di un’evidenza genuina che suggerisca una tale cattiva reputazione. La verità biblica è che dopo essere stata liberata dalla possessione demoniaca Maria Maddalena appare come una delle figure bibliche più fedeli e più belle. Lei era semplicemente una peccatrice nel senso in cui tutti lo sono, essendo nata nel peccato e formata nell’iniquità: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”. A tale proposito così si esprime Papa Benedetto XVI nell’Angelus di Domenica 22 Luglio 2012, memoria liturgica di Santa Maria Maddalena: Tra le «pecore perdute» che Gesù ha portato in salvo c’è anche una donna di nome Maria, originaria del villaggio di Magdala, sul Lago di Galilea, e detta per questo Maddalena. Oggi ricorre la sua memoria liturgica nel calendario della Chiesa. Dice l’Evangelista Luca che da lei Gesù fece uscire sette demoni (cfr Lc 8,2), cioè la salvò da un totale asservimento al maligno. Andiamo ora a delineare il suo percorso. E’ menzionata 14 volte nei Vangeli, e dai riferimenti che la riguardano possiamo vedere chiaramente quello che ha fatto e come lo ha fatto. Un’evidente particolarità in 8 dei 14 passi è che Maria Maddalena è nominata in connessione con altre donne ma lei è sempre a capo della lista, il che implica il fatto che occupava una posizione di rilievo nel servizio che le donne offrivano al Signore Gesù. Nelle cinque volte che è menzionata da sola, la connessione è con la morte e la resurrezione di Cristo (Marco 16:9; Giovanni 20:1,11,16,18). In un’occasione il suo nome viene dopo quello della Madre di Gesù e Maria di Cleopa lei era presso la croce con queste donne, ma data la loro relazione di parentela con Gesù non sarebbe stato appropriato mettere il suo nome prima dei loro (Giovanni 19:25). Nessuna donna, comunque, avrebbe potuto prendere il suo posto nella sua totale devozione al Maestro.

Santina durante la S-Messa per l'Unzione dei Malati all'altare della Maddalena
Santina durante la S-Messa per l’Unzione dei Malati all’altare della Maddalena

MARIA MADDALENA ED IL MISTERO DELLA RISURREZIONE
Come abbiamo visto Maria di Magdala è menzionata cinque volte da sola nei vangeli in connessione con il Mistero della Morte e Risurrezione di Gesù. Dunque, lasciando perdere il contesto della sua vita: se fosse la peccatrice o meno, se fosse ricca o meno, quale età avesse, ecc.. Un fatto è indubitabile e sicuro: Maria Maddalena ha per tutti i Vangeli un legame profondo ed indissolubile dall’annuncio della Risurrezione! Proprio questo fatto centrale si lega alla vicenda di Santina ed alla nostra devozione per Lei. Il fatto dell’importanza teologica della Maddalena nell’annuncio di Gesù risorto concretamente e plasticamente ha un suo luogo all’interno della Basilica del Santo Sepolcro. Attorno alla vicenda della Morte e Risurrezione di Gesù nella Basilica del Santo Sepolcro trovano posto due Luoghi Santi precisi legati a due donne. Se vicino al luogo della Morte di Gesù vi è un altare che ricorda il dolore di Maria, la Vergine addolorata, vicino al luogo della Risurrezione vi è un altare dedicato alla Maddalena! Due donne speciali nei luoghi più speciali della nostra fede. Oltre ai Vangeli l’archeologia e la pia antica tradizione ci dicono della presenza della Maddalena nelle vicende determinanti la vita di Gesù, e se dai Vangeli sappiamo che la Maddalena era vicina a Gesù, sotto la croce ed ha costatato per prima la Risurrezione di Gesù, possiamo dire che i Luoghi Santi non ci parlano di una presenza della Maddalena al Calvario, dove troviamo Maria, ma al Sepolcro vuoto. La Maddalena è la donna della Risurrezione, la donna della gioia e del sorriso! Questa forse è la caratteristica più bella di questa santa. La conversione della Maddalena è si importante, ma il sorriso e la sua gioia il giorno della Risurrezione la rendono assolutamente speciale. George De La Tour nel 1642-44 dipinge una Maddalena illuminata da una candela, è una luce calda e avvolgente ed è la caratteristica più bella del magnifico quadro, dove la Maddalena siede vicino due grossi libri della Sacra Scrittura sotto i quali appare una croce sulla quale è appoggiata una frusta ad indicare i segni della passione di Gesù sulla quale si fonda la Rivelazione biblica ed anche la vita di conversione e penitenza della Maddalena. La Maddalena ha in mano un teschio che è parzialmente illuminato dalla luce e dal teschio le pieghe del vestito diventano scure, lei guarda invece verso la luce. La luce della Risurrezione che avvolge la Maddalena illumina anche il Mistero scuro della Morte. Ed il contrasto tra la luce ed il buio è la forza della grande composizione artistica. La Maddalena ha il viso completamente rischiarato dalla fiamma della candela e se si guardano con attenzione le Sacre Scritture si vede che mentre sotto di esse giace il Mistero della Croce, sopra di esse vi è una luce molto forte che illumina il volume superiore dei due. Il quadro sembra volerci insegnare che tutta la Rivelazione è compresa tra il Mistero della Morte di Gesù contraddistinto dalla Croce e dal Flagello e dalla Luce forte della Risurrezione che colpisce il secondo volume e la Maddalena è proprio l’Apostola per eccellenza di questa Verità. Io voglio credere che proprio questa è la Santa che ha protetto e salvato Santina la notte dell’arresto cardiaco!

La devota visita di Santina al Sepolcro di Cristo, dopo il Te Deum di ringraziamento
La devota visita di Santina al Sepolcro di Cristo, dopo il Te Deum di ringraziamento

MARIA MADDALENA E LA NOSTRA VICENDA DI DOLORE
Incontro con Maddalena 22-5-2012 (ascolta il file in MP3)
Sono passati ormai sette anni dalla tragica sera dell’arresto cardiaco, era il 22 Luglio 2005, verso le ore 22,30. Anche la collocazione temporale era delle più tetre; nella notte. In ospedale dopo il lungo intervento avvenuto il 18 Luglio 2005, vicino al letto di mia Madre che si agitava vi era Maria Carolina.
In quella continua agitazione un grido e poi più niente, il corpo esanime, gli occhi spalancati come avviene proprio a coloro che sono morti da poco: il terrore in Carolina e la sua completa solitudine, devono essere stati istanti molto duri per Lei: nel buio della notte, nella solitudine completa e… davanti agli occhi della morte! Ho una grande devozione per mia sorella pensando a quella sera del 22 Luglio 2005. Da un punto di vista umano uno squallore totale. Solitudine, dolore, morte, buio, occhi senza vita… La corsa disperata in terapia intensiva, il massaggio cardiaco insistente, istanti terribili. E poi? Il cuore di Santina riprendere a battere… nei mesi seguenti appariranno quelli che umanamente chiamiamo danni di quel terribile arresto; ma una cosa è certa per i medici, per alcuni minuti Santina è morta! Le sue funzioni vitali sono state azzerate, un cadavere! Cosa è avvenuto in quei minuti interminabili? Con molta fatica ho tentato di decifrare con gli occhi della fede l’accaduto. Io penso che in quel tempo Santina sia stata presa per mano dolcemente dalla Maddalena, la quale ha indicato a Lei una Luce, una Luce forte calda come quella descritta dal quadro di De La Tour, e in quella Luce un volto bello e raggiante simile a quello del Tabor, ma con i segni della Passione. La due donne guardando il Risorto rimangono estasiate il loro viso diviene splendido e Santina dice al Suo Gesù: “Signore per me è bello stare qui con te, lasciami preparare una tenda!” Il Risorto sorride compiaciuto e rimane in silenzio è Maria Maddalena a parlare: “Dolce Santina non è ancora tempo per te! La sofferenza ti ha purificato e la salvezza di Dio è entrata in te, ma Lui – dice la Maddalena indicando la grande Luce – ti chiede di andare ad annunciare agli altri che Egli è vivo, che Lui è Risorto e riempie di luce la nostra cupa vita. Torna dai tuoi figli, torna da Carolina e Luigi, porterai con te due segni eloquenti di questo meraviglioso incontro con Gesù e con me: un sorriso pieno di luce ed un profondo silenzio. Con la tua fragilità, con la tua debolezza, con la tua bontà affascina gli uomini e le donne che incontrerai: a loro devi mostrare che Lui è Risorto! Santina, ricorda che Dio ti ha toccato il cuore, dunque vivi questo tempo nell’intima comunione con Lui gridando con il tuo silenzio che Dio è Roccia del tuo cuore! Tornerai in un mondo disperato, tutti faranno fatica ad accettarti in questa tua nuova vita di Paradiso, tutti saranno sgomenti davanti alla tua minorità: i tuoi figli, i tuoi parenti, i tuoi amici e conoscenti. Non ti preoccupare perché la tua Speranza non delude. Molti diranno sarebbe meglio che fosse morta, tu non ti preoccupare: sei chiamata ad annunciare il Vangelo della Risurrezione proprio con questa tua vita, come Gesù ha annunciato la Sua Risurrezione con la piaghe della Sua Croce! Santina, gli altri ti considereranno disabile, muta, fragile: un disastro umano, non ti preoccupare ricorda che quando sei debole allora sei forte”.

vedi ed ascolta la storia del 22 luglio 2012

Mamma guarda verso la Luce, verso il Risorto e scopre che dietro a Lui vi è una Donna bellissima piena di Luce. Si avvicina a Lei e le accarezza dolcemente il viso… “Santina, non ti preoccupare anche io sarò con te, ogni giorno diremo insieme il Rosario: dillo a tuo Figlio Luigi, che io lo proteggo e lo difendo dal male e sono con lui in ogni suo passo, perché è stato chiamato fin dal concepimento ad essere sacerdote santo. Chiedi a lui che preghi con te ogni giorno il Rosario in mio onore e reciti le litanie”. Mia Madre sempre in quella notte risponde a Lei: “Vergine Santissima da sempre recito il Rosario e sarà per me una gioia recitarlo con il mio figlio sacerdote…” La Donna vestita di Luce tornando verso il Figlio dice: “ Due segni accompagneranno questa mia richiesta: “Santina, con fatica tu aprirai la tua bocca solo al momento delle Litanie pronunciate da tuo Figlio e risponderai uno straziato: prega per noi! Non importa per me sarà il suono di preghiera più bello che mi giungerà dalla terra. Ed il secondo segno Tu e tuo Figlio avrete una nuova casa a Gerusalemme, vivrete insieme laddove io ho incontrato mio Figlio sofferente, e là tuo figlio incontrerà la Madre sofferente! Ricorda questo Santina…” Ed in questa pagina di cronaca di paradiso gli angeli sentirono sussurrare dalla piccola Santina una frase: “Maria avvenga secondo hai detto; ti ubbidirò con tutto il mio cuore trafitto”. Mentre Santina in ginocchio guardava quel Fulgore improvvisamente, alle sue spalle senti una voce di uomo per Lei inconfondibile: “Il cammino è stato tanto duro per te negli anni passati, moglie mia! Ho visto ogni tua lacrima di vedovanza e la tua ferma decisione di essere fedele al patto nuziale sancito con il tuo Egidio il 9 agosto 1958! Ogni tua lacrima rifulgeva qui in Paradiso come un diamante prezioso… Santina sei sempre stata la mia luce, la mia stella che non si spegne mai! Ti amavo…eri splendida, mi sono innamorato subito guardandoti negli occhi, che bei occhi hai ancora oggi. Nessun’altra in terra mi ha potuto sconvolgere con un sguardo cosi puro e sorprendente, come il tuo. Santina, sono orgoglioso di Te: torna dai nostri figli, segui quanto ti è stato detto. Ti aspetterò di nuovo e quella Luce ti porterà da me, mia anima prediletta”. Mamma era troppo estasiata dalla Luce del Risorto per guardare verso il marito… In quel momento Santina si sentì prendere la mano dalla Maddalena, a fatica lasciò di guardare la Grande Luce in cui si fondevano il Risorto e Madre in un fulgore forte e abbagliante. Sul volto della Maddalena la Luce si rifletteva e il suo volto era di una bellezza incredibile, i suoi occhi, i suoi capelli, le sue labbra tutto dicevano Risurrezione. Mamma non lasciava la sua mano… E allora la Maddalena, staccandola dolcemente le disse: “E’ giunto il momento di tornare da dove sei venuta ancora per alcuni anni. Non mi trattenere, ma va ad annunciare a tutti con il tuo sorriso, con la tua preghiera con la tua fragilità che Lui è Risorto. Anche io ti lascio un ultimo segno: nel luogo in cui ho incontrato il Risorto vicino al Sepolcro Vuoto a Gerusalemme, diverse volte Dio ti riempirà di grazia con la Sua unzione dalla quale riceverai forza per compiere il tuo annuncio. E di forza ne avrai bisogno perché inizierai a viaggiare per il mondo intero che incredulo e dubbioso ti guarderà con rispetto se saprai regalare a tutti il tuo sorriso di luce”.Con quelle parole la Maddalena abbracciò forte Santina, un abbraccio formidabile che ridiede vita al cuore fermo da ormai molti minuti… Tra il rumore delle apparecchiature di rianimazione si sente forte una voce:“Il cuore batte. Debolmente, ma batte, Santina è tornata tra noi! Chissà quali saranno i danni provocati da questo arresto? Speriamo bene…” con queste parole il Dottor Moreno Favarato consegnò la sua paziente alle infermiere e andò a parlare con Carolina. “Abbiamo fatto un mezzo miracolo, sua madre è viva, ma non sappiamo come!” La risposta non l’avrebbe data Lui, ma Santina con la sua vita da paradiso in questi anni.

All'ingresso del Santo Sepolcro
All’ingresso del Santo Sepolcro

Proprio nel luogo in cui Gesù è apparso alla Maddalena vi è un altare dove per cinque volte Santina ha ricevuto l’Olio Santo. Quando nel 2007 siamo andati a Gerusalemme con l’intenzione di amministrare a Mamma l’Unzione dei Malati i padri francescani ci hanno indicato l’altare della Maddalena come Luogo possibile. Quel Luogo Santo è divenuto importante anche per me ed Olinda, perché lo scorso anno pieno di commozione ho potuto celebrare il mio Venticinquesimo di Ordinazione sacerdotale ed Olinda invece ha ricevuto dalle mani d Mons. Shomali la Confermazione. Quest’anno con identica forte commozione abbiamo ripetuto il Sacro Rito. Il 24 Giugno 2012, Domenica sera alle ore 18,30 Padre Bottini ha presieduto la semplice e suggestiva cerimonia, nel canale youtube di Santina è stata raccolta la sua bella omelia.

Ascolta l’omelia di Padre Claudio Bottini

Erano presenti le suore di Madre Teresa di Calcutta alle quali Padre Bottini al termine della celebrazione ha consegnato una ampolla di terracotta con l’Olio Santo da portare a Nablus, Gaza, nei luoghi dove una forte sofferenza abita, ed anche noi abbiamo portato in Italia alcune boccettine di olio per gli amici che avevano fatto a noi richiesta. Santina segue ogni parte della Messa con grande concentrazione. Dopo la Comunione nelle mani di Mons. Kelekian rinnovo le solenni promesse del giorno dell’Ordinazione sacerdotale e ricevo il Vangelo ed il Crocifisso. Sono momenti di grande commozione, che non si scordano mai, anche se Santina ha ricevuto il Sacramento dei Malati per cinque volte sotto la protezione della Maddalena. Terminiamo il rito con la recita del Te Deum e poi entriamo devotamente nel Santo Sepolcro raggiungendo così la meta del nostro grande pellegrinaggio.

La Domus Galileae del Cammino neocatecumenale
La Domus Galileae del Cammino neocatecumenale

III. I NUOVI LUOGHI SANTI VISITATI
Anche quest’anno abbiamo voluto arricchire il nostro pellegrinaggio con la visita di alcuni nuovi Luoghi Santi che gli scorsi anni non avevamo visitato. Una prima novità del nostro viaggio è stato il soggiorno per due notti alla Domus Galileae vicino al Lago di Tiberiade, dove abbiamo potuto trascorrere ore liete di preghiera e di riflessione. Proprio da quella casa abbiamo potuto raggiungere il Lago e visitare nella serata del 22 giugno il luogo del Primato di Pietro. Vicino alle rive del lago di Genezareth abbiamo visitato una antica cappellina proprietà della Custodia di Terra Santa nella quale si trova una roccia chiamata Mensa Christi perché su quella roccia la tradizione vuole che Gesù Risorto abbia preparato del pesce arrostito e mangiato con i discepoli, in quel medesimo luogo Gesù per tre volte chiede a Pietro se lo ama e la risposta di Pietro giunge al cuore mio e di Santina: “Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo!” Con in testa questa frase guardo Mamma e scopro il suo sorriso, la sera è molto calda, ma l’anziana donna affronta tutto con molta forza!

Santina al luogo del Primato di Pietro

Il secondo luogo santo è per noi particolarmente caro, si tratta del Cenacolo a Gerusalemme. E’ stato davvero faticoso trascinare la carrozzina per le irte scale che conducevano al piano superiore, ma il momento di preghiera ci ha davvero ripagato! Prima di iniziare la Via Crucis avevo chiesto a Santina, sabato 23 giugno nel pomeriggio: “Mamma cosa devo fare per essere un bravo sacerdote?” Mettendo le mani giunte in preghiera Mamma mi aveva detto: “Preghiera!” Quel suo consiglio vi venne in mente nella preghiera del Rosario al Cenacolo e la memoria mi ricordava che il 6 agosto 1987 avevo avuto la fortuna di celebrare la Messa proprio nel Cenacolo con Mamma. Ora mi trovavo di nuovo lì con Santina ed Olinda e la commozione era davvero molto, molto grande. Ringraziai di cuore Gesù per quel momento magico di preghiera attorno al mio essere prete e lasciai il Cenacolo con una punta di orgoglio per aver riportato mia madre disabile a 86 anni nel luogo in cui Gesù aveva istituito l’Eucaristia ed il Sacerdozio cattolico.

Santina al Cenacolo di Gerusalemme

Infine un nuovo luogo, certo singolare anche se non importante per la storia di salvezza, è stato il Mar Morto. Avevamo tentato anche lo scorso anno di far bagnare Mamma nelle acque più salate del mondo. Non ci siamo persi di animo e quest’anno con alcune ore di macchina dagli ottocento metri di Gerusalemme siamo scesi ai meno quattrocento del Mar Morto ed alla sera alle sette, sebbene con quarantuno gradi, Mamma sulla sua carrozzina ha messo i piedi nell’acqua del Mar Morto! Una grande felicità ha riempito tutti noi per la bella avventura superata brillantemente da Santina.

Giungiamo al Mar Morto il 26 Giugno sera con  41 gradi
Giungiamo al Mar Morto il 26 Giugno sera con  41 gradi

APPENDICE. IL PROGRAMMA DELLE NOSTRE GIORNATE
21 – 28 GIUGNO 2012

DATA MATTINO POMERIGGIO
21 GIUGNO, GIOVEDI VIAGGIOXXVI ANNIVERSARIO ORDINAZIONE SACERDOTALE Partenza da Bergamo Orio al Serio e arrivo a Tel Aviv per ore 13,00 Pranzo in aeroporto e nel pomeriggio trasferimento in Galilea alla Domus Galileae neocatecumenali. Messa, Cena e riposo
22 GIUGNO VENERDI LAGO DI GALILEA La mattina dedicata al riposo e alla visita della struttura con D Rino Rossi. S Messa Visita del luogo del primato di Pietro, Tiberiade e giro del lago in macchina
23 GIUGNO, SABATO NAZARETH Ore 10.00 Partenza per Gerusalemme arrivo al Notre Dame per pranzo Ore 15.30 Via Crucis  e celebrazione eucaristica al Santo Sepolcro
24 GIUGNO, DOMENICA GERUSALEMME Riposo in albergo e pranzo al Notre Dame Ore 18.00 Solenne Messa conferimento sacramento dell’Unzione degli Infermi a Santina Trasferimento a casa ed inaugurazione lavori esarcato cena di festa con invitati ed amici sulla terrazza. Santina Pernotta in appartamento
25 GIUGNO, LUNEDI’BETLEMME Visita Muro del Pianto S. Messa e visita al Tel di Gerico
26 GIUGNO,MARTEDI’ GERUSALEMME Betlemme celebrazione eucaristica, visita Basilica natività con pranzo Grotta del latte, visita al Mar Morto e bagno
27 GIUGNO,MERCOLEDI’ GERUSALEMME Visita e rosario al Cenacolo visita alla Dormizione di Maria Messa Notre Dame, e partenza per Beit Sheur, acquisto ricordini e cena di festa
28 GIUGNO, GIOVEDI’ VIAGGIO Ore 8.00 Santa Messa di chiusura del Pellegrinaggio e partenza per Tel Aviv Arrivo a Bergamo Orio al Serio ore 16. 45 .

ALBUM FOTOGRAFICO COMPLETO

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