Page 92 - Maritza
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timenti che mi girano nel cuore in pochi attimi.
Improvvisamente mi sento stanco, sfinito. La gio-
vane mamma non parla, mi dà una carezza e poi
si riprende in braccio sua figlia. Ci guardiamo
negli occhi. Lei, Yolanda, accenna a un sorriso...
sorride per me e mi dice una parola:
“Grazie! Grazie per avermi stretta forte, grazie
per il groviglio di sentimenti che hai mostrato.
Sei un uomo, sei vivo e poi sei un prete! No.
Non dobbiamo fare nulla allo stupratore, non è
un problema nostro, ma è un problema suo. Noi
soltanto dobbiamo stare vicini a Mariela. Io sono
sola! Mi aiuti?”.
La guardo. La fisso negli occhi, le ricompon-
go i capelli:
“Certo che sì!”.
“Sono cento i bambini che abbiamo adottato
ma, da questo momento, Mariela occupa un po-
sto unico nel mio cuore. Non la dimenticherò e
ti aiuterò senz’altro. Anzi vuoi sapere una cosa?
Oggi non ti ho aiutato io, ma mi hai aiutato tu,
mi hai aiutato a vincere l’odio e a trasformarlo
in bene. È proprio vero... se guardo in me stesso
posso forse scoprire gioia, ma se aiuto il pros-
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