Page 87 - Maritza
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La guardo negli occhi, fermo il suo discorso
e le chiedo:
“Yolanda, c’è dell’altro?”.
La donna ammutolisce. Silenzio. Un silenzio
gelido, pesante e nero che ormai ho imparato a
decifrare. Sono a un bivio. Posso chiudere tut-
to con una carezza e parlare con i bambini...
Oppure scegliere la pericolosa strada di stare
in silenzio e lasciare che possa parlare. So che
questa strada produrrà un casino in me. Cosa
scegliere? Una parte umana di me fa da padro-
na! La curiosità... e forse proprio dominato da
questa curiosità aspetto. Invece di parlare, dagli
occhi di Yolanda scendono dei lacrimoni, pes-
simo segnale di un uragano in arrivo. La donna
apre la bocca!
“Don Gigi, tu conosci la nostra brutta storia?
La ricordi vero?”.
“Certamente!”.
Lei lo sa che conosco la loro storia, quella
che prima vi ho riassunto.
“Bene, padre, qualche settimana fa è succes-
so qualcosa di più terribile ancora...”.
Yolanda parla piangendo, tra i singhiozzi, al-
terna lo spagnolo ad alcune espressioni aymara.
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