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gesto semplice, in un piccolo villaggio di sole
quattrocento persone ma con un cuore grande. Il
piccolo villaggio nessuno lo conosce, non appa-
re neppure nella carta geografica. Noi andiamo a
scegliere come Associazione i punti più dimenti-
cati e sconosciuti del mondo e lì vogliamo dare
una piccola speranza.
Quelle tre aule sono un seme di speranza
che promette un futuro per questa povera gen-
te che promette un futuro. Sciolgo il nastro e
un grande applauso accoglie il gesto. Le donne
cantano, i bambini battono le mani e la festa ha
inizio. Bambini, donne, giovani: una girandola
di colori suoni e canti che mi inebria. Sono sulla
strada giusta! Non è sbagliato fare queste cose,
non siamo fuori strada, ma sulla strada dura e
stretta che conduce alla Vita, al paradiso. Sono
felice nel cuore. Entriamo nelle diverse aule e a
una parete esterna leggiamo le lettere di Giulia
e Cinzia che hanno finanziato l’opera. Le paro-
le italiane sono tradotte in arabo, erano state
lette prima dal parroco ma le donne, curiose
come in tutto il mondo, si fermano, rileggono,
commentano tra di loro e soprattutto guardano
la fotografia di Giulia e Cinzia. Commentano il
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