Page 42 - Kelvin
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“René, cosa possiamo fare noi per questo car-
cere di massima sicurezza? Noi vorremmo che
tu, i tuoi uomini e i carcerati non vi dimenticaste
di noi, non di papa Francesco che è impossibi-
le dimenticare, ma di noi Fondazione Santina, la
fondazione dedicata alla memoria della santa vita
di mia madre...”. Il giovane direttore mi risponde
pensoso. “Avremmo una richiesta... Abbiamo un
piccolo campo di calcio, ma il pavimento è pieno
di buche e non si può giocare in modo normale...
Perché non ci rifate il campetto del pallone?”.
Incuriosito dalla proposta pongo un’obiezione
semplice.
“Ma un campo da pallone a 5.050 metri come
è possibile? Non è questione di rifare il campo...
ma di polmoni! È vero che da pochi giorni sono
in Perù ma, salendo qui, faccio una gran fatica a
respirare per non parlare della testa che è stonata
come una campana rotta! Se giocassi al pallone
morirei sul colpo... e poi il freddoooo”.
“Padre noi siamo peruviani, siamo in Coppa
America e il pallone ci piace moltissimo. I miei
uomini di sorveglianza giungono qui per quattro
mesi e poi ripartono perché l’altezza – unita ad
altri gravi disagi – non permette di rimanere di più.
Offrici questa possibilità!”.
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