Page 15 - Janet
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un’apposita asta tolta dal bagagliaio allunga tre o
quattro colpetti secchi al tappo del radiatore bol-
lente, stando ad opportuna distanza. Non mi rendo
conto del perché di questa precauzione finché il
tappo, colpito al punto giusto, non schizza in alto,
seguito da uno spruzzo di acqua bollente. Rimango
meravigliato. È la prima volta in vita mia che vedo
un tale spettacolo! Ma la meraviglia viene subito
stemperata dal forte richiamo di padre Arturo, che
mi chiede di prendere una tanica gialla di acqua
e di darla al nostro magico meccanico. Come un
automa e sedotto dal fascino di quell’arte, porto
l’acqua e la faccio scendere nel radiatore. Padre
Julio mi ferma e mi dice che si deve pulire un reci-
piente nel motore che contiene acqua di scolo trop-
po sporca... Bene, non avrei mai immaginato che
per togliere quell’acqua, il giovane missionario la
aspirasse dal tubo vecchio e marcio... con la bocca.
A pieni polmoni il padre aspira e sputa acqua bol-
lente e lurida e poi... l’acqua inizia a uscire e la va-
sca di scolo si stura. Che schifo! Roba da prendere
tifo, tetano, infezioni di ogni genere o magari una
possente dissenteria... Lui invece ha sorriso inno-
cente sotto i 42 gradi di sole secco e implacabile...
e la macchina prodigiosamente riparte. Dopo 100
chilometri la stessa liturgia, senza aspirare acqua e,
dopo un’altra manciata di chilometri, per la terza
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