Page 8 - HUGO
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zata e il cammino dell’esistenza e della fede con-
               tinua, e continua ancora, tra immeritate angustie,
               terribili difficoltà e fedeli ricominciamenti. Parole
               benedette perché accompagnano e danno pro-
               fondità a nomi e volti che sono, specialmente,
               di umili e indimenticabili donne: Ines, Mauricia,
               Simona, Marta, Carina, Aida, Floriberta, Irene,
               Veronica… E perché accanto a loro ci sono quel-
               li di uomini come Hector che ha convertito non
               solo la propria vita, ma anche quella di un padre
               assassino (ricordatevelo: potrebbe tornare presto
               a parlarci dalla copertina di un altro libro), o co-
               me il piccolo Ernesto, reso orfano due volte, o
               come l’onesto e mite Carlos ucciso per non aver
               potuto pagare un terzo “pizzo” mensile sui suoi
               magri guadagni…
                  Ma – credetemi – queste parole sono davve-
               ro benedizioni. Perché tengono vive e rendono
               udibili voci che i malvagi (delinquenti fuori legge
               e criminali che tengono in pugno la legge…)
               vorrebbero più che flebili e irrimediabilmente
               spezzate. Voci, al contrario, che restano nella
               memoria come quelle di testimoni credibili e te-
               naci e di vittime innocenti, figli e figlie degli “altri
               Stati Uniti” del Nuovo Mondo, gli Estados Unidos


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