Page 44 - HUGO
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sottoposto a ben dieci interventi che poco con-
cludevano e non riusciva a camminare.
Io stavo sempre in orazione e chiedevo e
richiedevo a Dio di guarirlo, che quei terribi-
li dolori che provava nella pancia lo potessero
lasciare.
Vicino a dove era l’ospedale c’era una chiesa
e, piangendo, pregavo Dio così: ‘So di essere
egoista e che ti chiedo di guarirlo perché possa
vivere e veder crescere le sue figlie. Forse tu
lo vuoi con te, ma se fosse tua volontà sanalo,
oppure portatelo via perché non continui a sof-
frire così a motivo di una operazione dopo altra
e altra ancora’.
Dio mi ha ascoltato. Io tornavo a casa le notti
per stare con le mie bambine e con Julio si fer-
mava la sorella. Una mattina, molto presto, stavo
recandomi all’ospedale e aspettavo il pullman
quando un signore si avvicina. Non lo avevo mai
visto prima e neppure lo conoscevo. Mi disse
queste parole che rimangono scolpite nella mia
mente:
‘Figlia, non ti preoccupare, tutto si risolverà’ e
continuò a camminare finché lo persi di vista. In
quel giorno ci fu l’ultima operazione che fecero
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