Page 43 - HUGO
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‘Sì – mi rispose – ma gli hanno sparato. I si-
cari stavano uccidendo un poliziotto, lui passava
ed è stato ferito da un proiettile’.
Subito corsi a casa di mia mamma e le affi-
dai la bambina più piccola e sono corsa giù in
strada, ma non l’ho trovato. Mi recai all’ospedale
ISSSTE dove avevano portato il poliziotto, ma
lui non stava lì. Mi recai all’ospedale IMSS: era
là. Quando lo vidi non era cosciente e aveva
un tubo in bocca. Chiesi perché stava così, per-
ché aveva quel tubo. Mi dissero che stava molto
male, che non respirava e aveva un ventilatore
artificiale e lo dovevano operare di urgenza. L’in-
tervento fu molto lungo, durò fino alle sei della
sera. Non avevamo assicurazione e dissero che
lì non lo potevamo lasciare. Mi misi a cercare
un’autoambulanza per portarlo in un altro ospe-
dale. La mia sorpresa fu che, quando mi vide,
mi disse:
‘Per favore toccami i piedi...’.
‘Perché?’.
‘Non li sento. Mi sento intorpidito’.
Glieli tocco. Mi dice che non li sente. Il pro-
iettile, penetrato nell’addome, aveva toccato il
midollo... e così rimase giorni e giorni. Julio si è
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