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LUCE A KHE NHAO

         ze di tè che non puoi però rifiutare: altro che
         gli italiani dipendenti dai caffè, qui il tè sem-
         bra scorrere nelle loro vene! Padre Sin salta
         in macchina e ci fa strada, poi prendiamo il
         fuoristrada e poi mi scaraventano sulla moto.
         Siamo vicini al confine cinese e la povertà si
         vede: povere capanne dove si cucina sulla
         legna, oppure nelle famiglie più ricche con
         la bombola del gas… Lasciamo i centri abi-
         tati e il sentiero pieno di fango ci butta nella
         vegetazione incontaminata: uno stanco bufa-
         lo sta percorrendo lentamente il sentiero… Il
         ragazzo che guida la moto alza la mano e mi
         indica il cavo della nuova rete elettrica che
         abbiamo finanziato come Fondazione San-
         tina. Intendiamoci bene: a Khe Nhao non vi
         sono lavatrici né elettrodomestici di alcun
         tipo né tantomeno computer; nulla di tutto
         questo – e molta gente è analfabeta. L’elettri-
         cità che abbiamo attivato con fatica serve solo
         a portare la luce, cioè una lampadina, in tutte
         le case! Forse ti sembrerà poco, oggi, ma il
         poco e il nascosto di oggi prepara le gran-
         di cose del domani: nelle famiglie del villag-
         gio ora è possibile usare la corrente elettrica

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