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SAIGON: LA PULCE E LA SCOLOPENDRA

         coli possano imparare dai poveri: loro, i nostri
         piccoli, hanno un grave problema, che è la
         sieropositività all’hiv, ma mai devono dimen-
         ticare la scolopendra che esiste nella vita di
         miseria! Loro, i nostri bambini, vengono qui
         per imparare dai poveri, per capire che esi-
         ste nel mondo chi soffre più di loro… Solo
         dopo aver toccato con mano la miseria, solo
         allora possono regalare con le loro mani i sac-
         chi di riso e tornare a casa con una medicina
         nel sangue che si chiama condivisione!”. Le
         parole di padre Giovanni mi toccano profon-
         damente; abbraccio forte il piccolo hiv vicino
         a me. Passiamo per le baracche regalando
         sacchi di riso, ma mentre in una mano tengo
         un sacchetto di riso, nell’altra la scolopendra
         si muove, ricordandomi che in quella miseria
         ci sono problemi molto più grandi della mia
         pulce di Via Arena 5 a Bergamo!
            Ripartiamo per tornare a casa ed è quasi
         mezzogiorno. Padre Giovanni mi chiede se
         veramente voglia portare in Italia quell’ani-
         male velenoso, la scolopendra: rispondo di
         sì. Andiamo in cucina, padre Giovanni prende
         un barattolo di vetro con la chiusura ermetica

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