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“Proprio per questo, Jimmy, non so come
               reagirei alla sua morte! Cavolo mi ci sono affe-
               zionato troppo. Tu ti devi prendere cura di lei.
               Lei non può morire. Chi se ne frega di Santina,
               se mi muore Everlyne che ne è di lei di Ramsey
               e di Nora?”.
                  Jimmy mi abbraccia forte:
                  “Non ti preoccupare, papà, verrò a trovarli
               spesso, porterò cibo per lei e ti invierò spesso
               foto per whatsapp, va bene? Ora dormiamo ti
               vedo sfinito”.
                  Tolgo le scarpe... Everlyne si è sdraiata nel
               suo letto con la piccola Santina. Jimmy spegne
               la lampada a paraffina e sprofondo in un sonno
               inquieto. Sono dei forti colpi di tosse a svegli-
               armi nel cuore della notte. La porta è aperta e
               vedo le stelle brillare. Everlyne è fuori e la sen-
               to tossire. Jimmy dorme profondamente con il
               classico sonno dei giovani. Mi metto le scarpe e
               la raggiungo. Sta sputando catarro. Prendo dal-
               la tanica gialla una tazza di acqua del pozzo e
               gliela porgo. Mi guarda. Non parla bene inglese,
               ma non c’è bisogno di parlare. Prendo un po’di
               acqua e le voglio pulire il volto e le labbra... la
               tocco e mi accorgo che la povera donna scotta


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