Page 78 - ESHA
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dalla febbre! La pulisco bene, le offro un altro
bicchiere di acqua. Lei lo trangugia, segno evi-
dente di febbre... e trema, trema... La abbraccio
forte, forte. Sento il suo magro seno, conto le
ossa delle costole e quando la lascio da quell’ab-
braccio le vedo gli occhi pieni di paura, lacrime
e di vuoto.
“Che sarà di me padre? Che sarà dei miei
bambini? Quando ho febbre così alta non riesco
neppure a lavorare e se non lavoro non mangio
e se non mangio muoio!”.
Che catena perversa è questa roba! Demo-
niaca.
“E se muori tu cosa sarà dei bambini?”, ag-
giungo io.
Non riesco a confortarla, riesco solo ad ab-
bracciarla e a fare silenzio con lei. Si calma. Ma-
no nella mano rientriamo nella capanna. La por-
to al suo letto. Esco e prendo una nuova tazza
di acqua.
“Se ti viene da tossire qui hai acqua”.
Santina dorme tranquilla... fuori è l’alba. Ten-
to di dormire un’ora, ma gli occhi sono pieni
di lacrime. Proprio in quell’ora di insonnia ho
capito che la scelta di adottare 10 bambini con
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