Page 24 - Danilo
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Danilo – Camerun   9ROWL'L6SHUDQ]D Q                                                     Danilo  – Camerun   9ROWL'L6SHUDQ]D Q

        “Carissimo padre Danilo,  lascia che ti                                                  Si andava a sbattere  contro  di te.  E tu
        scriva due  righe, visto che non sono                                                    che sorridevi,  sorridevi sempre. Non mi
        riuscito a  raggiungerti in Camerun con                                                  meraviglia, quindi, caro Danilo, sapere da
        don Gigi. Non mi è stato proprio possibile                                               don Gigi quanto hai realizzato in
        e voglio che i ricordi della nostra                                                      Camerun.
        adolescenza mitighino questo dispiacere.                                                 Un grande miracolo, un  capolavoro di
        Ricordo bene come ci siamo conosciuti                                                    determinazione, convinzione e praticità.
        nel Seminario vescovile di Bergamo  al                                                   Ma  eri così  già da ragazzo. Poi  la
        primo anno delle  scuole medie e  siamo                                                  Provvidenza ha fatto  il resto.  La
        stati insieme fino alla  fine  del  liceo.                                               moltitudine di ragazzi disabili, orfani,
        Quanti ricordi. Bellissimi! Giornate e                                                   poveri,  senza  alcuna speranza, ai quali
        giornate fianco a fianco a pregare,                                                      hai regalato un futuro è lì a testimoniare
        studiare, giocare. E  mentre  crescevamo                                                 l’operosità       che      ti     ha      sempre
        in età e altezza,  tanto  più  cresceva il                                               contraddistinto.      Io    ti    ricordo     così:
        nostro rapporto  di  amicizia: una grande                                                pragmatico, convinto e capace. Sempre
        famiglia, tutti fratelli. Questo rapporto che                                            attivo e sempre sorridente.
        non si è scalfito neanche quando hai
        deciso  di  passare al  PIME, a Sotto il
        Monte, per seguire la tua vocazione
        missionaria. Ci  si ritrovava comunque  a
        scuola e dopo le lezioni si trovava sempre
        il tempo per giocare al pallone. Ricordo la
        tua praticità, pochi  fronzoli e  tanta
        sostanza.       Dritto     al     sodo,      senza
        tentennamenti.  Deciso e determinato.  A
        giocare contro di te a calcio si rischiava di
        farsi del male  anche perché eri uno  dei
        più  alti e  strutturati,  e se non prendevi il
        pallone, ma qualcosa d’altro, erano dolori.
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