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terrore nelle città israeliane durante la seconda
Intifada (2000 – 2005), ma Hamas aveva scelto il
terrorismo già nel 1994 con i suoi primi attentati.
Gli elettori palestinesi non se ne curarono, anzi
ripagarono con il loro voto chi pensavano fosse
meno corrotto degli altri, e più vicino a loro.
Nemmeno Hamas si attendeva una vittoria di
quella portata. Disorientato, propose a Fatah di
partecipare ad un governo di coalizione, in cui
gli uomini del movimento islamico detenevano
le poltrone più importanti.
Fatah si rifiutò. Israele chiuse i confini. Stati
Uniti ed Europa interruppero, in parte, l’invio
dei loro aiuti. Fatah e Hamas erano sempre più
ai ferri corti. In quei tempi Gaza era un territorio
dove spadroneggiavano gang armate e fazioni
dei rispettivi gruppi che si dedicavano, non di
rado, anche a estorsioni, furti e atti criminali.
Questi fatti, in modo molto nascosto, succedono
anche oggi, anzi oggi sono molto più frequenti.
Le estorsioni sono normali, come in Messico, ed
è molto pericoloso muoversi per Gaza da soli.
Nel frattempo in quegli anni le carceri si erano
riempite di “onorevoli” del Parlamento apparte-
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