Page 92 - Arminda
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Messico
          arminda

            Il tono del comandante della nostra picco-
         la barca per turisti voleva essere simpatico,
         gentile, ma a me era sembrato quasi sfron-
         tato: pensate che nella traversata la piccola
         imbarcazione si è fermata tre volte per con-
         sentire a imbarcazioni più piccole quasi di
         “assaltare” la nostra. E tutti i turisti erano felici
         di comperare conchiglie, un piatto di frutti di
         mare, un assurdo souvenir dell’Isola mentre il
         compiacente, quanto corrotto, pilota metteva
         a tacere a brutto muso quei passeggeri che
         chiedevano di ripartire: sono quaranta minu-
         ti di stupidaggini, di millantate illustrazioni
         dell’esclusività dell’Isola e di Acapulco: è la
         normale esperienza di turisti che una volta
         nella vita arrivano ad Acapulco e vanno su
         questa isola che non avrei mai conosciuto se
         non fosse stato per la mia piccola Santina.
            In mezzo alla devastazione che i narcos
         producono nelle mie colonie di sfigati, la
         traversata all’Isola e poi le ore passate sul-
         la spiaggia mi sono sembrate una parentesi
         su un’isola felice. Invece no, mi sbagliavo. È
         Daniel, un ragazzo che vende mariscos (frutti
         di mare) sull’Isola, a raccontarmi il vero volto

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