Page 87 - Arminda
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SANTINA: DAL CARCERE AL MARE

         impongo di essere in perfetto orario per non
         creare difficoltà con le autorità penitenziarie.
         A fatica lasciamo le onde del mare, cambiamo
         Santina e le altre due bimbe e poi aspettiamo
         che i loro capelli si asciughino al sole. I deli-
         ziosi fiocchetti blu di Santina, che la mamma
         aveva ben saldato, non si sono mossi e la bim-
         ba succhia e mordicchia un lecca-lecca rosso
         che sembra piacerle molto.
            Arriviamo al carcere alle 14.15. Le alte
         mura della prigione mi fanno venire un fred-
         do brivido alla schiena che mi ghiaccia tut-
         to; stringo forte la bimba al mio petto e lei
         nel sonno profondo in cui è sprofondata mi
         lascia fare… stringo forte la bimba al cuore, le
         do un bacione sulla fronte mentre nell’anima
         mi sale una domanda: “Perché una innocente
         deve abitare in carcere? Perché una bimba è
         nata qui dentro?”. I bambini non dovrebbe-
         ro nascere qui, questo non è un luogo per
         loro, è il luogo più contrario a quello che un
         bambino dovrebbe avere. So che lei rimarrà
         nel carcere ancora per un anno e poi l’anno
         prossimo, quando compirà tre anni, andrà a
         vivere dalla zia materna insieme con gli altri

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