Page 66 - Arminda
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Messico
arminda
La nostra ‘piccola processione’ che si com-
pone di quattro guardie, due assistenti sociali,
Magda, Miroslava, Victor, il Direttore ed io, si
avvia verso il patio. Uscito fuori, tutti mi chie-
dono che cosa voglia fare della statua della
Santa Muerte. Consapevole del significato del
gesto, mi faccio coraggio: voglio distruggere
quell’idolo pagano che in Messico ha ancora
il potere di suggestionare tanta gente.
Senza dire una parola, con un gesto vio-
lento scaravento a terra la statuetta che va in
mille pezzi. Magda, sollevata, esclama: “Ora
la Muerte non ha più nessun potere: sono
solo pezzi di cera e sapone!”. Tutti tirano un
sospiro di sollievo e mi accorgo di quanto
profonda sia questa assurda superstizione.
Non contento, calpesto i pezzi più grandi
mandandoli in polvere; poi Victor, il nostro
ingegnere, Magda e io raccogliamo i pezzi e
li mettiamo in un sacchetto. Usciamo fuori dal
carcere, mi faccio dare il sacchetto da Victor
e butto via i frammenti in diversi posti, dentro
di me penso: “Speriamo che nessun detenu-
to o nessuna guardia sia un adepto del culto
della morte, altrimenti questo carcere potreb-
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