Page 132 - Angel
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HO DIPINTO UN SOGNO

                 Sono sul volo da Madrid a Roma, ultima tratta
             di un lungo viaggio dalle Ande del Perù. Il cuore
             è pieno di nostalgia per i loro grandi occhi buo-
             ni, la gente di Villa San Roman, di Puno, di Juli,
             dell’Altopiano. Il luogo di miseria e di povertà
             incontrato in questo viaggio è giù, profondo, nel
             cuore e gli occhioni belli e pieni di bontà del-
             la gente mi fanno venire la voglia di prendere
             questa sera un volo di ritorno in Perù. Atterro
             in Italia con nostalgia e ogni volta la nostalgia
             cresce a dismisura nel cuore.
                 La frase di Van Gogh mi gira nel cervello. È
             stato il viaggio dei dipinti e dei colori. Di due di-
             pinti: quello del capolavoro di Wilder nel nostro
             asilo di Villa San Roman a Juliaca e quello del mio
             scarabocchio nel carcere di Challapalca dove,
             con i colori indelebili della vernice, ho scritto a
             caratteri cubitali: ‘No mire atrás. Mire adelante!’
             la frase che il Vescovo Ciro ha donato ai prigio-
             nieri del carcere duro dei 5050 metri.
                 Forse non ho parlato a sufficienza di questo se-
             condo dipinto. Nelle mie diverse visite al Penale di
             Challapalca il muro bianco del patio aveva attirato


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