Page 11 - Angel
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L’aereo si muove e io comincio a scrivere.
             Scrivo per un milione e duecentoquarantaquat-
             tromila motivi. È la somma devoluta in carità
             dall’anno 2005. Da quell’anno in cui la vita di-
             versa di Santina ha reso diversa la mia squallida
             vita regalandomi il sapore delle cose forti, delle
             cose di Dio. L’aereo decolla per Cusco e poi da
             Cusco a Juliaca. Un ragazzo cicciottello guarda
             le classiche riviste sgualcite poste nella tasca del
             sedile di fronte e io scrivo di un bellissimo mu-
             ral che vado a inaugurare nella scuolina di Villa
             San Roman, il quartiere povero dove vivrò questi
             miei dieci giorni. Un bellissimo mural realizzato in
             contemporanea con il cortile per i bambini della
             scuola materna. Sono stanco per il lungo viag-
             gio di circa tredici ore ma felice di essere arri-
             vato qui un’altra volta con due valigie di 23 chili
             piene di tutto: tortellini e ravioli, tre bottiglie di
             vino, salamini, formaggio grana, medagliette di
             papa Francesco, statuette, rosari, libretti; pieno
             di cose semplici che fanno la felicità dei semplici.
             Tra tutte queste cose una bella statuina della
             Madonna del Monte Carmelo per i carcerati di
             Challapalca, il terribile carcere a 5050 metri.
                 Nei giorni scorsi, mentre andavo in banca per

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