Page 18 - Alì
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in cielo mi fa ancora più bianco; sono muzungo
e non è bello essere muzungo al buio di un vil-
laggio. Questo è il mio arrivo.
I bambini, i più piccolini, iniziano a piangere
e scappano al collo delle mamme. Anche il mio
amore, Santina, è la prima a scappare. Non ci
provo nemmeno a prenderla o a darle un bacio.
Le sette donne del villaggio intonano un semplice
canto di benvenuto e mi dicono “Jambo!”. Sono
davvero orgogliose che io abiti in questo villag-
gio. Ma chi è la regina della serata? Non Santina,
che continua, poverina, a piagnucolare, ma lei,
Everlyne. La abbraccio e lei mi abbraccia forte
forte. È magrissima. Il seno è quasi scomparso e
sento tutte le ossa delle costole. La guardo, la am-
miro. Continua a tossire... brutto segno! La tosse è
catarrosa. Mentre l’abbraccio sento il suo respiro
ansimante... Da un semplice abbraccio e da quat-
tro colpi di tosse riesco a capire a che punto sia
l’HIV. I suoi grandi occhi bianchi sembrano due
stelle del cielo cadute sulla terra. Sorride felice!
Lei è orgogliosa di aver dato il nome di mia
madre a Santina e, dall’Italia, un gruppo di brave
persone oblate del monastero di Santa Grata a
Bergamo inviano, attraverso Jimmy, 50 euro al
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