Page 7 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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Prefazione

                    Prof. Ferdinando Luca Lorini

   Don Gigi mi ha chiesto un mio pensiero introdutti-
vo al libro che sta preparando. Non è mia intenzione
addentrarmi in scenari spirituali o teologici, ma piut-
tosto vorrei offrire una riflessione su come intendo il
ruolo della mia professione di medico, in questo terzo
millennio. Se Platone ammetteva che la più bella scien-
za è anche la più inutile, a me sembra vero il contrario:
una scienza è tanto più bella quanto più feconda di
bene, soprattutto se ha per scopo di alleviare le soffe-
renze umane. C’è stato un tempo, poche decine di anni
fa, nel quale la medicina, presa anche dall’euforia di
sempre nuove conquiste, si è data una nuova imposta-
zione, passando dalla scelta preferenziale per una as-
sistenza personalizzata, a volte un po’ esasperata, al
malato, alla prospettiva della specializzazione. Per mol-
ti anni, infatti, la medicina ospedaliera, ma anche quel-
la del medico di famiglia, aveva come preoccupazione
primaria l’attenzione al paziente con una forte vici-
nanza anche psicologica alla sua esperienza di soffe-
renza e di dolore: una scelta che probabilmente inten-
deva anche supplire a certe carenze di conoscenza, o
di strutture o di medicinali... Dove non arrivavano “le
medicine” arrivava, per molti versi lodevolmente, la
componente umana e relazionale.

   Successivamente, la medicina ha iniziato un perio-

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