Page 76 - Yanira
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Yanira – Colombia  9ROWL'L6SHUDQ]D Q                                                     Yanira – Colombia   9ROWL'L6SHUDQ]D Q

                                                                                                 Uscire  la sera, in centro,  è molto
                                                                                                 pericoloso. Spesso  sono  state uccise
                                                                                                 delle ragazze e mi sono sempre detta che
                                                                                                 ero molto  fortunata!  Solo  ora mi rendo
                                                                                                 conto  di quanto il Signore  si sia preso
                                                                                                 cura di me, mi abbia protetto e mi abbia
                                                                                                 salvata così tante volte.  Un giorno, dopo
                                                                                                 essermi drogata tutta la notte, mi sveglio
                                                                                                 completamente          fatta     alle    tre    del
                                                                                                 pomeriggio  – i tossicodipendenti  non
                                                                                                 distinguono il  giorno  dalla  notte;  vado  a
                                                                                                 cercare  cibo in un ristorante  vicino  che
                                                                                                 presta      il   suo     servizio     ai    medici
                                                                                                 dell’ospedale La  Samaritana.  In  quel
                                                                                                 ristorante, dove pranzano tutti i medici, si
                                                                                                 va a fare la fila alle tre del pomeriggio con
                                                                                                 un sacchetto  vuoto:  lo si consegna  alle
                                                                                                 cameriere, che raccolgono tutti gli avanzi
                                                                                                 e ci danno  la nostra  razione di cibo.
                                                                                                 Quella  razione  per noi è un pranzo di
                                                                                                 gala, perché ci sono pezzi di carne, pollo,
                                                                                                 patatine  fritte:  un pranzo  prelibato  per i
                                                                                                 tossicodipendenti. Dopo  aver  mangiato
                                                                                                 quei prelibati avanzi, mi incammino lungo
                                                                                                 il lato di Plaza  Bolívar: a poca distanza
                                                                                                 c’è una chiesa. Non so perché entro  in
                                                                                                 quella  chiesa;  la prima  cosa che vedo è
                                                                                                 un quadro  della Vergine  Maria,  Lei mi
                                                                                                 ammalia  – e io scoppio  in un pianto
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