Page 52 - Yanira
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Yanira – Colombia  9ROWL'L6SHUDQ]D Q                                                     Yanira – Colombia   9ROWL'L6SHUDQ]D Q



                                                                                                        Intravvedo al  collo  una  corona  del
                                                                                                 rosario dai grani neri. “Ciao, ti va di farmi
                                                                                                 un regalo?  Anzi,  vorrei fare con te uno
                                                                                                 scambio!”. Mi sorride, gli occhi sono persi
                                                                                                 nei fumi della marijuana,  probabilmente
                                                                                                 non ha idea di dove sia e se sia mattina o
                                                                                                 sera,  i suoi meravigliosi  occhi sono
                                                                                                 lontani anni luce da me, nel pianeta della
                                                                                                 droga  che lentamente  gli toglie  lucidità,
                                                                                                 dignità, poi  l’anima  e  infine  la  vita…
                                                                                                 quanti di loro muoiono giovani, schiantati
                                                                                                 per le strade in mezzo all’immondizia!
                                                                                                        Dunque, sono seduto vicino a lui e
                                                                                                 intuisco che nemmeno l’altro ragazzo né
                                                                                                 le     due      donne       sono       “disponibili
                                                                                                 mentalmente” a un colloquio, e inizia così
                                                                                                 un’oretta      di     condivisione:       rimango
                                                                                                 semplicemente  seduto vicino  a loro, li
                                                                                                 ascolto  parlare,  cerco di carpire  i loro
                                                                                                 momenti di lucidità. Per me questa è una
                                                                                                 sfida  che non avevo mai affrontato:
                                                                                                 conoscere i  pensieri,  o  meglio i  non-
                                                                                                 pensieri, di  queste persone. Alla mia
                                                                                                 sinistra     c’è     un     venezuelano         che
                                                                                                 inizialmente  mi rifiuta, parla stralunato
                                                                                                 anche lui,  mi  intima  gridando di andare
                Lettera del Cardinale di Bogotà con                                              via; poi  si  calma, non  mi  considera
                 cui richiede impianto docce                                                     minimamente,  infine segue con estrema
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