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sol carezza Di fuoco
a te: non è solo mio ma di tutte le famiglie dopo 25 anni. Forse ho dovuto lasciare quel
che aiuti, qui a Juli e nel mondo. Sono pove- lavoro per comprendere la portata di questo
ra, non ho nulla, ma so di cosa hai bisogno regalo e delle tue splendide parole...”. La gen-
in questo momento: di una carezza!”. E così te in chiesa è curiosa: vorrebbe capire quello
dicendo la povera donna alza la sua mano che dico sottovoce, ma la loro curiosità rimar-
sporca sulla mia guancia e mi regala una lenta rà delusa... Abbraccio teneramente Juana e
e dolcissima carezza. La sua carezza incontra tenendola per mano scendo i gradini dell’al-
le mie lacrime e le asciuga; i segni delle mie tare, nel cuore la pace e una grande gioia:
lacrime rimangono però anche sulle sue mani quella di aver trovato il fuoco nella notte buia
sporche e le rigano e così portano alla luce e fredda, e questo fuoco si chiama Juana e la
la bianca pelle. Scoppia un applauso, che sua storia.
non sento per la fortissima emozione; infatti
sono i miei occhi a comandare ed a prendere
sopravvento nel mio cervello: prendo delica-
tamente la sua mano, la guardo e lentamente
la bacio, poi le dico all’orecchio: “Juana, ho
letto nella Bibbia una bella frase che dice così:
Dio asciugherà ogni lacrima! Non mi aspetta-
vo che Dio si mostrasse a me attraverso di te
per asciugare le lacrime che Lui conosce. Da
quando ho concluso il mio lavoro in Vaticano
questa è la più bella frase di consolazione e
di incoraggiamento, e questa carezza è una
carezza al cuore ed è il più bel regalo che ho
ricevuto da quando ho lasciato il mio lavoro
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