Page 72 - Paul
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che perché Mansabubu è un piccolo villaggio dove                 ne don Gigi; erano tutti preoccupati per la mia
         non ci sono strade, non c’è telefono o rete internet.            incolumità e non riuscivano a capire la seduzione
         È praticamente isolato da tutti e da tutto!”.                    dei volti innocenti dei miei bambini della prima
            La ragazza si toglie gli occhiali e si asciuga il             elementare che, tutti in coro, mi imploravano di
         sudore,fa molto caldo, e poi prosegue:                           ritornare! Abbracciai forte i miei cari e feci ritorno
            “Anch’io ero tentata di lasciare quel luogo e, sot-           al villaggio sperduto e dimenticato di Mansabu-
         to la pressione della mia famiglia, lasciai il villaggio         bu. Arrivata al villaggio ci fu una bella festa ma,
         e ritornai a casa. Giunta al sicuro, nella mia casa,             vicino al calore della gioia dei miei piccoli, vedevo
         ogni sera pensavo ai miei piccoli lontani. I miei mi             il ghiaccio dell’assenza di insegnanti non locali.
         vedevano irrequieta e io dicevo loro: ‘Se abbandono              Ero da sola. L’esodo in massa degli insegnanti ha
         questi piccolini nel momento del bisogno li renderò              creato, Gigi, una grave crisi nel settore dell’istru-
         più vulnerabili, più disposti ad abbracciare l’ideo-             zione nella regione. Tutti i miei colleghi spaventati
         logia di morte jiadista in preda alla disperazione”.             avevano in massa disertato la regione infestata
            Ci pensavo ogni giorno, finché uno dei miei                   dagli Shabaab e c’era così un vuoto nel paese di
         scolari mi chiamò al telefono dicendomi: ‘Maestra,               800 persone. Pensa che, nella Provincia di Fafi,
         ritorna, sentiamo la tua mancanza!’. Era sera. Non               non c’era nessun insegnante non locale, se non io”.
         ho dormito nulla quella notte e quella vocina che                    “Cavolo, un gran bel coraggio Monica!”
         mi veniva da Mansabubu mi tormentava. La mat-                        La donna sorride gentilmente e fa una pausa
         tina di buonora la mia decisione era presa. Mia                  silenziosa interrogandomi con gli occhi.
         madre mi vide mentre in silenzio facevo le valigie.                  “In quell’anno, a dicembre, i terroristi somali ucci-
         Non c’era bisogno di domandare dove andavo, la                   sero oltre 20 insegnanti a Mandera. Dopo aver fer-
         risposta già l’aveva gridata il mio silenzio”.                   mato un autobus diretto a Nairobi, dopo aver cac-
            “Scusa, Monica se ti interrompo. Come l’ha                    ciato tutti i passeggeri musulmani, li hanno uccisi
         presa la tua famiglia?”.                                         tutti a sangue freddo. Dopo l’attacco di Mandera,
            “La mia famiglia era sconvolta per la decisio-                anche tutti gli insegnanti nativi della nostra scuola

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