Page 9 - Nicola
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prefazione
Penso spesso cosa sarebbe stato di me non molto diversa da una catena di montag-
se fossimo rimasti in Calabria. La risposta è gio che produce automobili.
semplice: sarei diventato una persona onesta Prima realizzava abiti da uomo dall’inizio alla
come Gratteri e la maggior parte dei calabresi, fine. Poi, è diventato come un ritrattista che non
oppure una delle persone che il magistrato dipingeva più un ritratto completo ma solo gli
mette in galera. occhi, mentre qualcun altro dipingeva il naso,
Questa, grosso modo, è la linea di demar- qualcun altro la bocca, qualcun altro i capelli.
cazione nuda e cruda, in Calabria. Era così nel Mia madre desiderava tornare in Calabria
1958. Purtroppo in molti posti è ancora così. e stavamo per farlo, ma mia sorella si ammalò
Come tante altre famiglie che hanno lascia- gravemente. In seguito mia madre trovò un
to la Calabria nel XX secolo, la nostra parten- lavoro e le cose cominciarono a migliorare.
za nel 1958 non è stata tanto un abbandono Siamo rimasti e ciò fece la differenza.
quanto piuttosto una fuga.
Per la maggior parte di queste famiglie, Ora ho 67 anni e vivo a Roma. Ho viaggiato
compresa la mia, i frutti della terra promessa in tutto il mondo come giornalista. Gran parte
non furono istantanei. di questi viaggi li ho fatti con gli ultimi tre papi.
Ma, inevitabilmente, ho un debole per la
Per i primi dieci anni abbiamo vissuto in mia terra natale e torno quando posso.
un “tenement” con altri immigrati, per lo più Non c’è dubbio che i calabresi oggi vivono
italiani. Cinque persone in tre stanze piccole. molto meglio rispetto al 1958.
Ogni appartamento aveva un WC, ma le doc- Ma, come leggerete in questi racconti di
ce erano in comune al primo piano. monsignor Luigi Ginami ed Enzo Romeo, mol-
Mio padre, che in Calabria era stato un te cose non sono cambiate.
abile sarto, ora lavorava a cottimo su colletti Come scrive Enzo, Nicola Gratteri è diventa-
e maniche in una fabbrica di abbigliamento, to “l’uomo copertina della Calabria”.
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