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la vita offre, senza alienare la propria identità.
Se a questo gli si aggiunge la possibilità di fruire
di interventi terapeutici e di altri fattori protet-
tivi, possiamo pensare che l’evoluzione possa
andare verso il superamento del disturbo: fattori
protettivi possono essere il coraggio, l’integrità
psicologica, la tolleranza allo stress, la creatività,
la propensione a sognare ciò che infonde spe-
ranza (“La piccola mentre parla mi mostra un
carattere forte, una tempra d’acciaio... mi dice
che le piace tanto la musica e cantare”), una filo-
sofia di vita costruttiva e capacità di apprendere
dall’esperienza (“Non lasciare mai il tuo lavoro
e continua ad aiutare le persone che soffrono
e che nessuno conosce... E mi raccomando: fai
conoscere la loro storia come farai conoscere la
mia!”), un ambiente e delle relazioni di supporto
sociale e sicurezza (“il momento più bello, padre,
è stato il nostro arrivo al campo profughi senza
più nulla, ma con la convinzione di essere al
sicuro e di non avere più paura per la nostra
vita!”).
La possibilità di condividere e raccontare gli
eventi è assolutamente necessario e indispensa-
bile in questi casi (“È la prima volta che puoi par-
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