Page 41 - Mauricio
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UN’AVE MARIA IN UN BORDELLO DELLA FORESTA AMAZZONICA

         male” e con grande diffidenza a motivo della
         mia pelle bianca: sono uomini sporchi, proba-
         bilmente minatori, od operai di queste offici-
         ne di fabbro. Il volto del parroco non riesce a
         fugare la loro diffidenza. Chiediamo di com-
         perare oro, e dopo alcuni tentativi, finalmente
         un giovane ci parla dell’oro. Entriamo in una
         specie di negozio, mi dice che vende l’oro a
         200 soles per grammo – circa 50 euro. Chiedo
         di vederlo, me lo mostra e lo pesa. Il colore è
         di un giallo opaco, non c’è garanzia e anche
         se capisco che è oro vero preferisco impie-
         gare i soldi in modo diverso. Con diffidenza
         e sguardo freddo ripone il prezioso metallo
         in una piccola ciotola di metallo e noi uscia-
         mo da quella che vuole avere le sembianze di
         una bottega. Penso a quel pezzettino di oro
         che pure riesce a causare tanto male in que-
         sta regione: l’avidità che spinge alle miniere
         illegali, allo sfruttamento dei minatori nel fiu-
         me con orari e con turni impossibili, all’inqui-
         namento ambientale causato dal mercurio
         che brucia parti enormi di foresta e infine allo
         sfruttamento sessuale e alla tratta di bambine
         costrette alla prostituzione.

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