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Dipende tutto da un vecchio e consunto li-
bro sul quale appoggio il Pane consacrato, che
è il Vangelo, mio inseparabile compagno, scritto
pazzesco di follie e aspirazioni, di dolore, di croce!
Puzza, quel Vangelo, di sangue, di lacrime, di uma-
nità, ma al tempo stesso profuma di Risurrezione,
di vita vera, di significato, profuma del sorriso del-
la Maddalena, di Maria e degli Apostoli il giorno
della Risurrezione e contiene la forza della testi-
monianza, la forza dello Spirito Santo. Questo mio
vecchio libro intesse il mistero con la mia vita e la
vita degli sfigati che ho incontrato in questi anni.
Ma non è incredibile questo? Forse questo è
ancora più difficile da credere! Difficile credere
che Dio sia presente nei poveri e negli ultimi, più
difficile crederlo in questo pezzo di pane e que-
sto sorso di vino. È devastante credere che sia
presente in me come prete quando assolvo dai
peccati e quando pronuncio, come questa mat-
tina, le terribili parole! Come fa Dio a credere in
me? Pieno di difetti, di peccati, di mancanze. Un
uomo di 58 anni che non ha saputo combinare
molto nella vita, che ogni giorno combatte la sfida
con la propria mediocrità, ignoranza e stupidità,
un uomo non bello esternamente e interiormente.
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