Page 9 - Kelvin
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UN ANGOLO D’INFERNO

                  “Il Carcere di Yanamayo, simbolo della ditta-
               tura e pupilla dei suoi occhi, costruito, edificato
               per disumanizzare, per triturare coscienze e cor-
               pi. Era una macchina in cui dovevi entrare intero
               ed uscire a pezzi. Entravi in piedi e dovevi uscire
               in ginocchio o strisciando come un verme. Addio
               Yanamayo, hai cercato di spezzarmi e non ci sei
               riuscito, hai cercato di disumanizzarmi ed esco
               con più amore per l’umanità, per questo popolo di
               cui faccio parte. Addio Yanamayo, comprenderai
               ora che contro la dignità insorta non ci sono muri
               che possano durare a lungo” (Bernardo Roque Ca-
               stro, il giorno del suo trasferimento dal carcere di
               massima sicurezza di Yanamayo ad un carcere
               “normale” – era rinchiuso a Yanamayo dal 1993).

                  Con le parole di questo prigioniero mi introdu-
               co a parlare di Challapalca. Anche se il testo citato
               è di 13 anni fa, la situazione riguardo alle carceri
               peruviane non è molto migliorata. Le carceri spe-
               ciali in cui sono rinchiusi i peggiori delinquenti
               peruviani in condizioni disumane sono il risultato
               della legislazione di emergenza emanata da Alber-
               to Fujimori nel 1992 quando, con un colpo di Stato,

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