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Jimmy  – Kenya   9ROWL'L6SHUDQ]D Q     Jimmy  – Kenya   9ROWL'L6SHUDQ]D Q

 NON GRANDI MA     nella diocesi di Garissa. Un traguardo che
 SIGNIFICATIVE OPERE  impressiona per  i numeri – oltre  un
 INTRODUZIONE DI SALVATORE IZZO  milione di  chilometri percorsi,  più di  due
 DIRETTORE DEL QUOTIDIANO ONLINE   anni di vita trascorsi in viaggio – ma che,
 FARODIROMA        come lo stesso autore ricorda, non può
                   essere ridotto a una statistica: “il fascino
 Ci sono libri che si leggono, e altri che si   dei numeri può prendere la testa”, ma ciò
 incontrano. Il volumetto  “Jimmy – Kenya   che conta è altro, è il senso.
 #VdS n. 56” appartiene senza dubbio alla   E il  senso emerge con  forza già dalle
 seconda categoria: è un  incontro  vivo,   prime pagine, attraversate  da una
 concreto, quasi fisico con l’umanità ferita   consapevolezza semplice  e disarmante:
 e luminosa che attraversa l’esperienza di   la carità non è un’idea, è una relazione.
 don Gigi Ginami. Sacerdote bergamasco,   Il titolo  stesso,  Jimmy, lo dimostra.  Non
 già al servizio della Santa Sede, don Gigi   un concetto, non un progetto astratto, ma
 ha compiuto una scelta radicale: lasciare   una persona. Un uomo concreto, un
 una posizione  stabile per “dedicare   assistente  sociale  keniano  che
 interamente la sua vita alla missionarietà   “mensilmente visita le capanne dei nostri
 e  alla  solidarietà”,  attraverso  la  bambini, porta a loro  alimenti  e
 Fondazione Santina, intitolata alla madre,   medicine… nel suo tempo libero e senza
 “una donna  e madre  di grande  fede”,   ricompensa”. È  qui che  il racconto si  fa
 piccola e  grande al  tempo stesso,  come   testimonianza: la solidarietà non è
 spesso accade alle figure  che segnano   beneficenza  dall’alto,  ma  cammino
 davvero una vita. In lei si radica l’origine   condiviso, dignità reciproca. Non si tratta
 profonda di questa avventura: una carità   di “regalare offerte  ai poveri, ma
 concreta, ostinata, fatta di volti, nomi,   soprattutto dignità”.
 storie.           L’intero volumetto è attraversato da
 Questo libretto – il cinquantaseiesimo   questa tensione tra limite e superamento,
 della collana  Volti di  Speranza –  nasce   sintetizzata nella frase attribuita ad Albert
 dal 70°  viaggio di solidarietà,  in Kenya,   Einstein scelta  come motto  del viaggio:
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