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Africa mi apre il cervello a un ragionamento più
               pacato e profondo. Mi capita spesso in questa
               terra africana di riflettere con più profondità.
               Molte volte è la lussureggiante natura a conce-
               dermelo, altre volte sono le condizioni estreme
               di vita che radicalmente riconducono all’essen-
               ziale. Quell’essenziale che in Italia non riusciamo
               più a riconoscere perché per noi molte volte il
               superfluo diventa necessario ed essenziale.
                  Pensiamo solo al tema della moda: un vestito
               lo giudichiamo in base alla moda, non alla sua
               utilità e praticità. In Africa no! Dove non hai di
               che vestirti non è importante che il vestito sia
               alla moda è importante che sia funzionale! E così
               noi riempiamo i poveri africani di vestiti, scarpe,
               oggetti che noi scartiamo, come ho fatto io con
               la valigia rossa! Ma loro non si offendono, anzi
               con molta umiltà sono capaci di trasformare i
               nostri scarti in oggetti preziosi e utili, proprio
               come è avvenuto con la vecchia valigia rossa di
               Santina... Noi oggi, se un oggetto si rompe, lo
               buttiamo, in Africa lo si aggiusta!
                  Così il mio orologio verde scartato in Italia
               torna a battere il tempo nelle mani di un giova-
               ne che, con passione, si dedica alla cura della
               riparazione. Oggi in Italia andiamo tutti in crisi


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