Page 8 - Doan
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mondo ignorato o dimenticato dai più. Come
         imbattersi – egli scrive – nei primi cristiani, in
         quella loro tensione morale di cui nel corso dei
         secoli si è persa la memoria.
            Ecco perché i racconti di viaggio di don Gigi
         non lasciano mai indifferenti. Ho scritto racconti
         di viaggio perché, da giornalista, penso al “re-
         portage” tradizionale e sono convinto che l’au-
         tore sarebbe stato un eccellente inviato. Ma in
         realtà egli è molto di più. È in effetti un inviato
         nei luoghi più disperati, dal Messico dei narcos
         al Kenya della strage di Garissa, dalla marto-
         riata Mosul al Sud America, fino al Vietnam di
         quest’ultimo lavoro.
            Tuttavia i luoghi non sono realmente i prota-
         gonisti delle sue pagine. Sono lo sfondo, benché
         drammatico e spesso tragico. I protagonisti sono
         gli uomini, le donne, i bambini: tutti restituiti
         nella loro umanità, dolente ma quasi sempre in-
         trisa di una speranza, un desiderio di guardare
         al domani con le ragioni del cuore.
            Sì, don Gigi è un inviato dentro l’animo uma-
         no per investigare il mistero di ciascuno e con
         esso il senso della vita; per scoprire magari, stu-
         pito e commosso, che un anziano vietnamita,

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