Page 10 - Doan
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nelle sue punte più spietate. Colpisce che que-
         ste stragi, in qualche caso tendenti al genocidio,
         avvengano nella distrazione generale. Anche, va
         detto, nella distrazione della Chiesa universale.
         Quanto meno quei morti non rappresentano una
         priorità, nel senso che non modificano ormai
         l’agenda del potere ecclesiastico.
            E allora ben venga chi denuncia la dimen-
         ticanza e colloca i martiri a fianco degli ultimi,
         coloro che senza cultura ma con insopprimibile
         energia tengono vive le speranze della fede negli
         angoli più imprevedibili del globo.
            Da ultimo è chiaro che le opere di don Gigi,
         in particolare questo Doan che è tra le più riu-
         scite, sono rivolte anche alla vasta platea di chi
         si colloca fuori dalla religione codificata oppure
         che s’ispira a una particolare religiosità privata.
         Del resto, collocare al centro di tutto l’uomo non
         è solo un principio cristiano. È anche, per non
         dire soprattutto, il grande principio laico su cui
         si ruppe il monolitismo del mondo antico e si
         aprì le porte alla modernità. L’uomo dell’Illumi-
         nismo era il centro dell’universo e da lì discesero
         gli ordinamenti delle società liberali. Oggi certi
         aspetti della cultura liberal-democratica appaio-

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