Page 78 - Doan
P. 78
si sposta sul marciapiede, accucciato per terra
come fanno da queste parti, sporco e con occhi
spiritati. Mi vede e si spaventa, si sposta, sempre
accucciato, di alcuni metri, come un cagnolino.
Mi abbasso, gli metto in mano i dieci dollari e
lo guardo forte forte negli occhi. Lui agguan-
ta come una belva la preda dei dieci dollari e
poi si sposta ad un’altra pianta a cercare, tra
l’erba, bocconi scartati. Mette in bocca l’erba e
una foglia di insalata. Lo guardo. Non lo posso
raggiungere... scapperebbe. Un dolore sordo mi
entra nel cuore. Pover’uomo! Guarda come si è
ridotto e nessuno che si curi di lui.
Forse, mentre leggete, vi sembrerà una stupi-
data, ma quell’immagine che ho negli occhi non
mi fa dormire, mi tiene sveglio, mi inquieta. Ri-
salgo in moto. Men si accorge della mia tristezza:
“Padre, hai fatto una bella cosa oggi!”.
“Men mi ricordo, in Kenya, una piccola bam-
bina fuori da un ospedale povero e sporco, ave-
va scavato una piccola buca e sotto c’era un
biscotto... chissà come era finito lì. La piccola,
senza nessuna paura, va alla fontana e lava il
biscotto che diventa uno schifo e poi se lo porta
alla bocca e lo inghiotte felice...”.
76

