Page 23 - Doan
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una di queste case, al riparo dall’acqua, sotto la
         caratteristica tettoia che crea un vano aperto ma
         protetto, una sorta di terrazza coperta, ci aspetta
         lei, una mano appoggiata sulla vecchia ringhiera
         di legno e l’altra che tiene il cappello a cono...
         Suor Trang deve averla avvisata del nostro arrivo.
            La donna non è anziana ma, sicuramente,
         non è più giovane. Scopro che ha la mia età:
         è nata l’8 aprile 1961! La donna pone le mani
         giunte, si inchina profondamente e lentamente
         rialza lo sguardo e con un bellissimo sorriso mi
         saluta. Poi percorre alcuni metri e apre la porta,
         entriamo nella casa. Si tratta di un’ampia stanza
         di color verde chiaro. Mi colpisce, sembra ab-
         bandonata, un ventilatore rotto in un angolo,
         ciò che resta di un vecchio tavolo. La donna con
         voce molto leggera inizia a parlare:
            “Mi chiamo Chinh, padre, sono di questo vil-
         laggio e sono responsabile di questa chiesa. Ti
         ringrazio di essere venuto da tanto lontano e
         di aver trovato tempo per venire in un luogo
         dimenticato da tutti. Le strade ora sono disa-
         strate ancor di più dall’acqua, dal fango e dalla
         pioggia...”.
            Fuori piove a dirotto e il rumore della pioggia

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