Page 16 - Doan
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Freddo nel cervello, sbianco!
            Ho dimenticato lo zainooooo. Freno, accosto
         e controllo nel bagagliaio. Vuoto e vuoto in testa!
         Non ho con me nulla, neppure il cellulare. Non
         posso partire!
            Cerco disperatamente un cavalcavia per ri-
         tornare su Roma dall’autostrada e non lo trovo.
         I minuti passano. Finalmente ecco la possibilità
         di un’inversione di marcia. Sparo la macchina.
         La povera 500 affanna un po’. La città è vuota,
         siamo al 12 agosto e siamo di domenica mattina,
         i pochi romani che ci sono dormono. Arrivo a
         Villa Assunta, vado in refettorio e, sull’ingresso,
         ecco il mio zainetto. Le buone suore chiamano
         un taxi e il taxista compiacente spinge sull’ac-
         celeratore.
            Entro in aeroporto con mezz’ora di ritardo
         sono le ore 9. Ai banchi di accettazione, bor-
         bottando un po’, mi accettano il bagaglio. Sono
         salvo! Posso partire. Ma lo spavento, la confu-
         sione nella mente mi si calmano solo in volo.
         Adrenalina a tremila. Lo spavento è stato forte e
         faccio fatica a dissiparlo.
            Il buon autista mi dice:
            “Monsignore, sono sicuro che nel prossimo
         viaggio non dimenticherà più i documenti a casa”.

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