Page 103 - Danilo
P. 103

Danilo – Camerun   9ROWL'L6SHUDQ]D Q     Danilo  – Camerun   9ROWL'L6SHUDQ]D Q

 che  la vita  condivisa è un dono,  che il   facessimo,  quella goccia all’oceano
 servizio è una palestra di libertà, che si è   mancherebbe”  (Santa  Teresa  di
 davvero vivi  solo  quando si sceglie di   Calcutta).  Nel  volto dei poveri, degli
 abitare la storia degli altri, con delicatezza   ammalati, dei  più bisognosi,  ritrovo
 e amore.  Perché  la missione non è   sempre il volto di Gesù. Sono incontri che
 portare, ma ricevere; non è spiegare, ma   interrogano, che toccano nel profondo,
 imparare; non è conquistare, ma lasciarsi   che trasformano. “Gesù lo possiamo
 toccare.  Sono partita  perché credo che   riconoscere nel volto dei nostri fratelli, in
 ogni passo  fuori  da  me stessa sia un   particolare nei poveri, nei  malati,  nei
 passo dentro il cuore di Dio. “Non siamo   carcerati,  nei profughi: essi  sono carne
 noi  che facciamo  il bene, ma è Dio che   viva del Cristo sofferente e immagine
 agisce in noi e attraverso di noi” (Charles   visibile  del  Dio  invisibile”  (Papa
 de Foucauld). Ed eccomi qui, da circa tre   Francesco).  La missione non è sempre
 mesi  presso la  Fondazione Betlemme in   facile. Ci sono  fatiche, momenti di
 Camerun, dove ogni giorno è un dono e   incertezza e prove. Ma ogni sorriso, ogni
 la parola che accompagna ogni mio gesto   abbraccio, ogni  sguardo riconoscente  mi
 è gioia. Non una gioia superficiale o   ricorda che la gioia che porto è anche
 passeggera, ma una gioia profonda, che   quella che ricevo. È la gioia di essere
 nasce da qualcosa  di più grande, si   strumento, anche fragile, dell’amore di
 radica  nel cuore e si rinnova  nei piccoli   Dio.
 gesti quotidiani. Uno dei segni più belli di   Concludo con un pensiero:
 questa gioia sono gli abbracci dei   accompagniamo con la preghiera tutte le
 bambini. Ogni volta  che  mi vedono,   missioni nel mondo, affinché possano
 corrono verso di me e mi  stringono con   essere segni vivi di speranza, conforto e
 spontaneità e affetto. In quei gesti ritrovo   amore, soprattutto là dove ce n’è più
 la bellezza dell’essere accolti, amati   bisogno. “Andate in tutto il  mondo e
 senza  condizioni, come figli dello stesso   proclamate  il  Vangelo a ogni creatura”
 Padre. “Ciò che facciamo è soltanto una   (Marco 16,15).
 goccia nell’oceano. Ma  se non lo                  Ornella Gregori
   98   99   100   101   102   103   104   105   106   107   108