Page 35 - Barak
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violenza. Ma qui al Shabaab e il suo “Don Gigi, ma non hai visto le
viscerale odio fondamentalista mi fotografie? Qui muoversi è pericoloso per
spiazzano e mi destabilizzano totalmente: te, che hai la pelle bianca, ma molto più
siamo fuori dal mondo e domani pericoloso ancora per me, perché io qui ci
dovremmo continuare fino a Garissa. vivo … se non è indispensabile è meglio
Anche Jimmy è sconvolto, non abbiamo non andare”. Faccio una carezza a
voglia di parlare o di scherzare… io non Pamela; lei sale su un pulmino
so neppure se sono riuscito a scrivere sgangherato e mi rassicura: “Torno
quello che ho nel cuore. Sento però di presto a portarti i sandali di Barak”. “Mi
avervi trasmesso cosa sia il peso del faresti un grande regalo – le rispondo –
coraggio! Qui essere cristiani richiede ma ricordati che domani alle 5 parto per
coraggio ed essere studenti in una scuola Garissa”. “Padre, questa sera i sandali
cattolica e non in una scuola coranica ne saranno alla missione”. Mi commuovo:
richiede ancora di più. Chiedo all’esercito questa volta è lei ad asciugare i miei
di accompagnarmi fino alla casa di occhi; non mi era mai capitato in questi
Pamela, perché mi vuole regalare i anni, normalmente mi trovo io ad
sandali del ragazzo. L’ispettore mi dice: asciugare lacrime. Invece oggi è lei,
questa meravigliosa donna con il suo
monumentale dolore ad asciugare le mie
lacrime di muzungu.
Scende la sera su Mpeketoni e dal
cuore sale una preghiera a questo
martire, perché mi renda forte e buono
come lui! Davvero questi viaggi mi
rivoltano come un calzino, mi fanno
sentire ribrezzo per le mie meschinità e
imploro da Dio la grazia di diventare
simile a Barak e alla sua meravigliosa zia.
Chiudo il report e lo invio: non sono a

