Page 104 - Asma
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Kenya
          asma                                                                                                   7. ricordando everlyne

            I camerieri capiscono e, mentre bevo, arros-                  za volerlo, attira gli sguardi di molte vecchie
         siscono. La scena passa inosservata a tutti gli                  signore bianche vacanziere. Lei parla, guarda,
         ospiti ma per loro sembra avere la forza di un                   sorride a coloro che passano e intanto man-
         ceffone! Lei, Dorothy, accende i suoi occhi di                   gia un boccone. Dorothy è bravissima a far
         luce. Mi sembrano dei diamanti impreziositi                      mangiare anche quello che non vuole. San-
         dalla febbre. Appoggio il bicchiere sul tavo-                    tina mi prende la mano, me la accarezza, poi
         lo, mi alzo e, davanti a tutti, le do un grande                  dà degli schiaffetti e allora inizio a dire sotto
         bacio; poi mi siedo e, di nascosto, dopo alcu-                   voce all’orecchio:
         ni minuti, le porgo le medicine per l’HIV. Lei                      “Gigi ti voglio bene!”.
         prende tre grosse pastiglie con un sorso di                         Lei mi sorride e pronuncia una frase dai
         acqua e, mentre beve, io vedo la gioia in lei,                   suoni sconnessi che fa ridere Dorothy e che
         la gioia di sentirsi non esclusa, ma accettata e                 rallegra anche me. Ci riprovo per la seconda
         amata. Mi guarda e mi dice:                                      volta:
            “Quello che hai fatto con il bicchiere di                        “Gigi ti voglio bene…”.
         coca cola è il gesto più bello e più forte di                       E lei questa volta sorride e non parla.
         tutta la serata”.                                                   La terza e ultima volta ripeto più forte:
            La invito a mangiare e lei, stranamente,                         “Gigi ti voglio bene!”.
         acconsente volentieri. Le pastiglie piano pia-                      Lei, con la sua vocina che è una musica, mi
         no fanno effetto e la febbre se ne va lasciando                  dice decisa:
         il posto a una bellissima serata, di cui vi sto                     “Non mi parlare nella lingua kiriama, io
         per raccontare.                                                  capisco solo il kiswahili!”.
                                                                             Dorothy mi traduce e io scoppio a ridere.
            Santina mi ruba l’attenzione e continua a                     Tutti e cinque ridiamo felici della simpatica
         parlottare con una vocina incerta e con i suoni                  risposta della ‘mia’ Santina, perché in effetti
         non ancora ben definiti. È un amore e, sen-                      così la considero.

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