Page 52 - Ashur
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ashur                                                                        GINA JOLIOS: A BAGHDAD, CRISTIANI CON LA FORZA DI UN LEONE

         vivevamo in quel quartiere. Iniziarono anche                     ed ammiro la tua famiglia, povera ma digni-
         a telefonarci: voce anonime che ci intimavano                    tosa, povera ma ricca di condivisione, povera
         di andare via, di lasciare tutto, di non portare                 ma ricca di autentica fede e di autentico amo-
         con noi nulla se non pochi vestiti! In quella                    re. Le tue lacrime sono forse il ricordo più bel-
         situazione penosa, dopo pochi mesi abbiamo                       lo che atterrerà con me in Italia al mio ritorno
         raggiunto Ashur qui, a Erbil, dove abbiamo                       dall’Iraq, e spero che le righe che le raccon-
         ricominciato da zero! Ricominciare da zero a                     teranno siano capaci di regalare ai miei lettori
         42 e 37 anni, nella completa miseria e con la                    una minima parte di quello che oggi tu hai
         mente devastata dalla cattiveria … Viviamo                       regalato a me”.
         alla giornata e ti ringraziamo, padre, per aiu-                     Scende la sera su Erbil, le stelle brillano
         tarci per tre anni nella crescita di nostro figlio               in cielo; salutiamo questa santa famiglia con
         Julian: dì tutto il nostro grazie ai tuoi amici in               grande commozione: è tempo di tornare a
         Italia che lo adotteranno a distanza!”.                          casa per raccontare le meraviglie di una fede
            Mi alzo, accarezzo il volto di Gina e le asciu-               che non si impara sui banchi di scuola o all’u-
         go gli occhi bagnati da lacrime amare e sala-                    niversità; qui sì, qui ritrovo quella fede che da
         te. Gina, sorpresa, bacia le mie dita. “Gina,                    piccolo avevo iniziato ad apprendere nella
         le tue lacrime sono amare e salate. Voglio                       casa di Santina, la povera vedova che lavava
         lasciare l’Iraq con la consapevolezza delle tue                  panni e puliva i pavimenti, mentre con grande
         lacrime amare, voglio lasciare l’Iraq portando                   dignità insegnava ai suoi due bimbi l’amore
         nel cuore il ricordo della tua splendida fami-                   per Gesù, come oggi fanno Saber e Gina in
         glia. Quando l’aereo decollerà, nella notte, il                  Iraq con i loro piccoli! Forse quei due bambini
         ricordo delle tue lacrime mi farà compagnia:                     non avranno mai una laurea in teologia, ma la
         ormai fanno parte di me, sono una potente                        loro vita e il loro esempio sapranno testimo-
         medicina, un grande farmaco per curare le                        niare che Gesù è risorto per tutti e che per lui
         mie ottusità e le mie banalità. Ti ammiro Gina,                  vale la pena di vivere e di gustare la vita.

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