Page 99 - Arminda
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DANIEL E L’ISOLA DE LA ROQUETA
il solo fatto di essere presente, oppure rimani
ferito come il piccolo Emiliano o come il col-
lega di Daniel… Fa caldo, ad Acapulco, ed è
l’ultima sera del mio viaggio. Non pensavo
di terminare con racconti che ti sbranano il
cervello come questo, in modo così violento!
Spaventato, dico a Magda: “Meno male che
non sapevo di questa situazione, altrimenti
non avrei portato la mia piccola Santina in un
luogo così pericoloso!”. Dulce tristemente
sorride ricordando Félix, il marito comandate
della polizia ucciso anni fa: “Padre, indicami
un luogo sicuro qui, ad Acapulco o qui, in
Guerrero. Ora, magari noi usciamo mentre
dei sicari stanno per uccidere un uomo; noi
passiamo da quelle parti e rimaniamo feriti o
uccisi per il solo fatto di essere passati di lì”.
Magda prosegue: “Ha ragione Dulce, Gigi: è
da anni che vieni ad Acapulco e conosci tutti i
luoghi di morte”. Poi, rivolta a Daniel: “Grazie,
Daniel, per il racconto straziante che ci hai fat-
to: è una testimonianza veramente dura. Ma
ci avevi accennato che anche la tua famiglia
ha sofferto di questa situazione …”. Il ragazzo
abbassa gli occhi e quando li rialza sono pieni
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