Page 101 - Maritza
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RAMIRO AL CARCERE DI YANAMAYO
Sto scrivendo questa nota per ultima. Ho do-
vuto vincere ribrezzo, perplessità, e profonda
intensa contrarietà a parlare di Ramiro, il prigio-
niero di 19 anni del carcere di Yanamayo a Puno.
Ho rimandato diverse volte il momento dello
scrivere, nel tentativo di stemperare le emozioni,
di studiare il sentimento provato. Sono rientrato
in Italia e solo oggi, dopo tre giorni, mi decido
forzatamente a scrivere.
L’incontro con Ramiro non è stato positivo, lo
posso paragonare a quello di Kaori al carcere Las
Cruces di Acapulco, ma è stato un incontro forte
che mi ha stordito, che mi ha dato il capogiro!
Andiamo con ordine.
Arrivo al carcere di Yanamayo con padre Be-
nigno, Gladys e Olinda. Gladys lavora all’INPE
e ci ha ottenuto lo straordinario permesso di
celebrare la messa per tutti i settecento prigio-
nieri presenti. È un carcere che mancava alla
nostra geografia. Dopo aver visitato il penale di
Challapalca, il carcere di massima sicurezza a
5.050 metri, dopo aver visitato il carcere de La
Capilla di Juliaca e quello delle donne a Lampa,
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