Page 40 - Nicola
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Calabria
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         professore, ma… questa cosa è gravissima!                        dicendo. Questa gente, colpita dal Covid, vie-
         Insomma, io non sono un esperto del settore                      ne bastonata economicamente, è messa in
         e non conosco bene la Calabria, ma conosco                       ginocchio, ma ha ancora la forza economica
         bene, benissimo la mia città di Bergamo, ed                      per resistere. I miei interlocutori di quei gior-
         allora ecco il confronto aspro e duro: la mia                    ni erano amici che avevano piccole aziende:
         bellissima città nei mesi da febbraio a luglio,                  Marcello, Anna, Sergio… tutti volti con i quali
         ma soprattutto nei mesi di marzo e aprile, ha                    mi sono confrontato, non nomi senza signifi-
         conosciuto, è vero, la catastrofe sanitaria: il                  cato: storie vere».
         nostro meraviglioso ospedale Papa Giovanni                          Franco mi ascolta attentamente e con pas-
         XXIII polverizzato in 15 giorni dal Covid, forni                 sione, sorseggia un goccio di vino, assapo-
         crematori che bruciavano cadaveri 24 ore su                      ra due calamari. «Bene, Franco, dimmi: se la
         24… Ma forse non si considera a sufficien-                       “zona rossa“ ha fatto questi enormi danni in
         za cosa significhi mettere in “zona rossa” una                   Lombardia, cosa può combinare l’imposizio-
         città dove la piccola e media impresa lavora-                    ne di una “zona rossa“ alla Calabria, che è tut-
         no con forza ed efficienza. Giorni di chiusura,                  ta un’altra realtà?».  Il professore appoggia la
         blocco delle industrie, cassa integrazione e                     forchetta sul piatto, mi guarda negli occhi e
         licenziamenti… e la forza dell’economia della                    mi dice: «Vedi, in Calabria la situazione è mol-
         cittadina lombarda? Annientata. A Bergamo,                       to diversa che a Bergamo. Prima di tutto è la
         i giovani iniziano a lavorare a 20 anni, poi si                  stessa configurazione geografica a porre dei
         mettono in proprio a 25: diventano elettri-                      limiti: ad esempio l’Aspromonte, dove le vie
         cisti, fabbri, muratori e poi assumono una o                     di comunicazione non sono facili. Poi, la mia
         due persone… A 20 anni hanno stipendi di                         gente si guadagna da vivere con il turismo o
         2.000 euro al mese e più, si sposano e poi                       nella gestione di piccoli negozi come alimen-
         ecco la piccola ditta familiare, ecco che la                     tari, spacci, mercati… oppure bar, ristoranti…
         ditta cresce, diventa una fabbrichetta… e via                    fanno i postini, i barbieri, i camerieri. Pochi

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