Page 82 - HUGO
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“Devi sapere che qui in Messico il venerare
la santa muerte è molto diffuso; fu un’amica a
invitarmi. Mi portò con lei in una spiaggia di
Acapulco per mezzanotte, alla playa Manzella.
Eravamo 10 persone, un piccolo gruppo. Dove
ci siamo riuniti c’erano statue alte un metro della
muerte, e poi c’erano fiori e frutta. Erano in co-
stume da bagno e si cospargevano il corpo con
miele e frutta. Prendevano due noci di cocco
e le rompevano sulla testa di un adepto e poi
pregavano la signora muerte, chiedevano pro-
tezione o favori... Io iniziai a sentirmi a disagio.
Avevano tatuaggi della morte sul corpo. Non mi
trovavo a mio agio e chiesi di venire via. Dovetti
attendere che tutto fosse finito e mi regalarono
una statua in legno che mi portai a casa. Appena
mi vide rientrare con quella statua mio marito
si spaventò e mi disse che dovevamo rispetta-
re quella statua altrimenti ci sarebbero successe
cose gravissime... Entrammo così in una sorta di
immobilità e di timore nel fare le cose per paura
di quella stupida statua... Finalmente, quando
mio marito uscì una mattina, presi il coraggio e
buttai quella statua. Da allora non abbiamo più
saputo niente di questo culto”.
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