Page 7 - Gerusalemme
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.םָלוֹעְל םי ִהלֹא - ֱ יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ רוּצ
ANCHE A GERUSALEMME C’È IL CIELO. DA QUELLE PARTI È ANCHE PIÙ
LUMINOSO CHE QUI IN ITALIA. L’AUGURIO DEL NOSTRO PARROCO
Carissimo don Gigi
allora è proprio vero che porti tua madre a Gerusalemme!
Ma tu sei matto!
E matti sono anche i medici che ti hanno assicurato che Santina può reggere il viaggio.
S. Agostino non ce l’ha fatta ad arrivare fino alla casa natale con la sua pur giovane mamma;
han dovuto fermarsi a Ostia.
E lì, oltre all’improvvisa malattia, rivelatasi poi mortale, sono avvenute cose strepitose:
che madre e figlio si incantassero a guardare il cielo e parlassero del Paradiso,
come se ambedue ne avessero varcato la soglia.
Il loro colloquio è riportato nelle Confessioni di Agostino;
sono pagine che da secoli rinfrescano l’umanità.
Ma io devo cedere all’evidenza: la medicina di oggi permette di fare controlli seri
e tu comunque sei deciso a partire.
Buon viaggio!
Tua madre non può parlare come prima, ma tu, più di tutti, hai il segreto
di capire che cosa Santina vuol comunicare.
Anche a Gerusalemme c’è il cielo. Da quelle parti è anche più luminoso che qui in Italia.
Ma tu porti tua madre soprattutto vicino al sepolcro di Cristo.
Quante Viae crucis ci sono state nella devozione di tua madre!
Ma la vita tutta non è forse una via dietro alla croce di Gesù
nella speranza che dall’amore, arrivato fino a quella profondità,
scaturisca anche per ciascuno di noi la Resurrezione?
Come sarà la carezza di tua madre su quella santa pietra? Ce lo dirai, vero?
E poi so che farai vedere a Santina l’appartamento che hai acquistato a Gerusalemme,
proprio con vista sul santo Sepolcro.
Uno psicologo avrebbe forse molto da dire su questa tua gioia
di unire queste due realtà nella benedizione di tua madre
che è stata casa per te.
Tu insisti a dire che tua madre è stata importantissima anche per la tua vocazione sacerdotale
e non solo per il tuo venire a questo mondo.
E’ qui che io mi fermo, perché il resto dovrai dircelo ancora tu.
Dovrai farci innamorare della “Roccia” che è diventata lo slogan del tuo parlare di Dio.
Io ti auguro che da Gerusalemme tu torni come uno che è stato vicino al fuoco,
che arde dalla voglia di comunicare il Vangelo a tanti, ma proprio a tanti, idealmente a tutti.
Sei prete da vari anni ormai e già questo è stato il tuo compito.
Stavolta ritorna spinto anche da tua madre, come rinato per una nuova giovinezza sacerdotale.
Hai tante idee in testa ( anche in merito alla tua casa di Gerusalemme): che tutto sia Vangelo per
l’uomo di oggi! Il resto, per noi preti, conta poco.
Auguri, don Gigi e da’ un bacio a Santina anche per me.
Tuo aff.mo Mons. Giuseppe Sala
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