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zione e permettere ai partecipanti di condividere
               le loro storie attraverso l’arte.


               Mariama Djarama Jo
                  “È un modo per affrontare quello che loro o
               le persone vicine hanno passato. Serve da terapia
               e proviamo a spiegargli i loro diritti”, dice Maria-
               ma Djarama Jo, un’assistente sociale e attivista.
               Viene da una famiglia di circoncisori ed è anche
               una vittima della MGF. Mariama ha deciso di non
               sottoporre le proprie figlie alla MGF e ha attiva-
               mente persuaso le persone della sua famiglia a
               fare lo stesso. Mariama ha lavorato con diversi
               gruppi locali e internazionali per diffonderne la
               sensibilizzazione, specialmente riguardo ai rischi
               per la salute associati con tali pratiche vietate.
                  Nel sud del Senegal, fino all’85% delle donne
               e delle bambine hanno subìto MGF. Alcune tribù
               restano tutt’ora ancorate alla pratica in quanto la
               vedono come una tradizione che deve continua-
               re al fine di purificare le proprie donne.
                  “Le donne che ricevono la circoncisione non
               sanno dei problemi di salute che molte ragazze
               attraversano per questo. E lo devono sapere. Se
               una ragazza avesse un’emorragia le donne direb-


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