Page 32 - Danilo
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Danilo – Camerun   9ROWL'L6SHUDQ]D Q                                                     Danilo  – Camerun   9ROWL'L6SHUDQ]D Q

        Danilo offre ai bambini. Sono confuso e in                                               Questa sera voglio raccontarvi quello che
        realtà non so bene cosa scrivere, ma nei                                                 per me  è stato un piccolo fatto
        miei prossimi report voglio mettere tutto                                                meraviglioso. Parliamo della sordità:  per
        me stesso  e tutto  il mio cuore  per                                                    tutti noi è  scontato avere il dono
        descrivere questo piccolo paradiso.                                                      essenziale  dell’udito: immaginiamoci il
                                                                                                 gusto di ascoltare  un brano  di  musica,
                                                                                                 come il canone di (Johann) Pachelbel che
                                                                                                 ha il potere di calmarti, di  dare serenità
                                                                                                 alla mente; oppure riuscire a sentire  la
                                                                                                 voce della  mamma, inconfondibile  per
                                                                                                 ogni bimbo; sentire un applauso o le urla
                                                                                                 che ti mettono in guardia da un pericolo…
                                                                                                 C’è tutto un universo  che  ruota  attorno
                                                                                                 alle nostre orecchie. Entro in una classe,
                                                                                                 in cui i bambini sordi apprendono insieme
                                                                                                 ai bambini normali; il giovane insegnante
                                                                                                 traduce  nel linguaggio dei segni le mie
                                                                                                 parole ai  piccoli alunni, e intanto  io  li
                                                                                                 osservo: i loro occhi non guardano le
                                                                                                 labbra del maestro ma le sue mani e i
                                                                                                 suoi gesti con i quali l’insegnante riesce a
                                                                                                 trasmettere loro il mio pensiero.  Sono
                                                                                                 veramente  meravigliato, senza parole.
                                                                                                 Non  so perché me ne esco con una
                                                                                                 domanda folle: “Scusa,  ma i  bambini
                                                                                                 sanno anche cantare?”, e già mi aspetto
                                                                                                 un  “no”. Invece il maestro mi risponde:
                                                                                                 “Certo, insieme con gli  altri, don  Gigi!
                                                                                                 Ascolta….” Ad un cenno del bravo
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