Regala un Sorriso

Adozioni in Iraq programma 2021-24


E’ la proposta di adozioni a distanza per tre anni (2021-24 ) di dieci bambini in Iraq, con una offerta annua di Euro 300 per un totale di 900 Euro per bimbo.

L’importo di Euro 3000,  suddiviso in 300 Euro per dieci bambini,  sarà versato in un’unica soluzione di Euro 3o00  allo scadere dell’anno alla Diocesi di Erbil nel Kurdistan iracheno. La peculiarità del programma è il fatto che sarà gestito direttamente dalla nostra Suor Carolina , nostra Responsabile in Iraq. iniziamo mettendo la lettera di richiesta di Suor Carolina firmata da lei il 15 aprile 2021 con la quale chiede di aiutare 10 bambini iracheni. Con la nostra tradizionale chiarezza pubblichiamo:

ANNUALITA’ DATA IMPORTO EURO 3000
PRIMA RATA 20 aprile 2021 15  LUGLIO  2021-2022  Euro 3000
SECONDA RATA  15 LUGLIO   2022-2023 Euro 3000
TERZA RATA  15 LUGLIO  2023 -2024 Euro 3000
TOTALE  TRE ANNI  EURO 9000

VERSAMENTO PRIMA ANNUALITA’ DEL PROGRAMMA ANNO 2021-2022
Dopo diversi tentativi, siamo riusciti a bonificare la prima rata del nostro programma per un importo di euro 3000. In verità la cifra versata, come potrete vedere è di euro 5500 perchè con euro 2500 abbiamo comperato 21 bombole di ossigeno per curare la tragica situazione del CORONA VIRUS in un ospedale di Erbil. Ecco l’ordine di boniico:

Come potete vedere l’ordine di bonifico è in data 20 aprile 2021 a pochissimi giorni dal rientro del viaggio in Iraq, gli spostamenti bancari in quel paese sono molto difficili ed il conto è quello della Diocesi di Erbil.

REGALA UN SORRISO IN IRAQ
Una delle attività più coinvolgenti che la nostra Associazione Amici di Santina Zucchinelli Onlus svolge fin dal suo inizio, è quella delle adozioni a distanza. Forse è bene ricordare brevemente lo spirito di queste adozioni, perché è lo stesso spirito con il quale abbiamo “adottato” a distanza i dieci bambini che fanno parte del nostro programma “Regala un sorriso in Iraq 2021-2024”. Il progetto di queste nostre “adozioni” si risolve nell’arco temporale di tre anni; l’impegno economico è di 300 euro l’anno per un totale di 900 euro. Parlare di soldi, però, può allontanare dall’impegno in sé, che è di tutt’altra natura. In realtà, non siamo noi ad aiutare i bambini iracheni, ma sono loro e le loro famiglie ad aiutare noi. Immaginatevi di iscrivervi ad un corso universitario di tre anni per ottenere un diploma di maturità interiore cristiana.

Certamente questa scuola di tre anni non prepara per tutta la vita, ma bisogna vedere questo corso triennale nella logica della formazione permanente della persona che oggi tanto viene perorata da psicologi e psichiatri – dimenticando la dimensione spirituale della fede. Prima di proporvi i profili dei dieci bambini, voglio chiedervi una cosa: con quale spirito affrontate questa adozione? Avete nel cuore la prospettiva di ricevere, o vi limitate a quella buonista del dare? Quel tipo di adozione a distanza, com’era nata trent’anni fa, in cui si adotta un negretto dal nome strano, poi per Natale e Pasqua arriva la letterina con una foto sdolcinata, un tema, un disegno… e con le lacrime agli occhi dite: “Guarda che bello, il mio bambino!”. Come fosse una bambola, un cagnolino o un gattino … Poi, la preoccupazione dei migliori: “Devo interessarmi di più per la scuola, la formazione …”. Ho conosciuto persone che in perfetta buona fede o totale stupidità hanno inviato migliaia di euro in Kenya che hanno arricchito la cosiddetta persona di fiducia o l’Associazione … Se pensi così di noi, sei fuori strada! Il problema vero non sono i bambini che tu aiuterai: il problema sei tu e lo spirito con il quale leggi queste righe.


Non pensare a loro, pensa a investire su te stesso, sulla tua formazione interiore… e per quella, per formare il tuo volto interiore, 900 euro mi sembrano un investimento ottimo, molto più efficace di quello che investiresti dall’estetista che potrebbe togliere una ruga o un difetto dal tuo volto esteriore … Allora, mi chiederai, quale è l’idea? Semplice: quella di coinvolgerti! Se accetti di prendere in adozione a distanza uno dei dieci bimbi iracheni che abbiamo selezionato, dovrai riempire un formulario. In seguito entrerai in una chat di whatsapp che si compone delle dieci persone del nostro corso in umanità, le dieci persone che hanno deciso di adottare per tre anni i bambini. In quella chat ci sarò anche io, ci sarà Silvia, la coordinatrice dei nostri programmi, e suor Carolina dall’Iraq. Dopo che tutti i genitori adottivi a distanza avranno versato la loro quota, sulla chat vi mostreremo la ricevuta del bonifico di 3.000 euro alla Diocesi di Erbil in Iraq (ovviamente parliamo un conto trasparente e una transazione altrettanto trasparente) che ci manderà suor Carolina dall’Iraq. Ogni mese, suor Carolina distribuirà a ciascuna delle dieci famiglie 25 euro per medicine, cibo o scuola: sono le tre voci sulle quali abbiamo deciso di intervenire in Iraq. Tutti i bambini di tutti i nostri programmi in tutto il mondo ricevono la stessa somma: certo, in Iraq è poca cosa, ma non ci sono distinzioni tra i bambini inseriti nei programmi di Vietnam, Kenya, Messico, Perù e Brasile: tutti sono uguali e tutti ricevono lo stesso trattamento. Molto diverso invece è l’approccio ai ragazzi: in Messico, ad esempio, sono vittime della violenza dei narcos; in Iraq, invece, sono vittime della violenza dell’Isis e del terrorismo islamista.

          Bene, la chat di cui vi parlavo ci serve anche per i nostri incontri mensili: è un impegno che vogliamo sia rigorosamente rispettato, anche nel tempo; normalmente, questo incontro dura un’ora e si svolge la sera via zoom. In quell’incontro, suor Carolina ci dirà come stanno i bambini, come sono stati impiegati i soldi, e poi ognuno di noi racconterà com’è andato il mese, nel tentativo di creare una piccola comunità. Fuori da questa chat e da questi incontri online non esistono letterine di Natale, Pasqua, o disegni e foto sdolcinate, perché sarà invece qualcosa di più. Stiamo verificando se le famiglie abbiano la possibilità di collegarsi con noi nella riunione: non tutte insieme, ma una famiglia al mese, in modo che tutti i dieci donatori in Italia conoscano non solo il “proprio” bambino e la “propria” famiglia irachena, ma tutte le dieci famiglie. Insomma, la mia idea è che voi non vi troviate ad adottare una famiglia in modalità puramente emotiva, ma che, con grande intelligenza e partecipazione, ognuno di voi condivida la vita con le dieci famiglie irachene ed i loro figli! Questo è il nocciolo del programma: quello della condivisione e della maggiore ricchezza interiore nel confronto con storie dolorose, come quella di Lora, Allen e Julian che già conoscete! Al termine del corso triennale sarebbe davvero una bella conclusione andare tutti insieme in Iraq per vivere e dormire nella famiglia che avete sostenuto e conosciuto: quindi, non portare i bambini e le loro famiglie in Italia, ma portare gli italiani in Iraq: TUTTA UN’ALTRA COSA VERO? E se non fosse possibile il viaggio? Ci rimarrebbe nel cuore una esperienza che avrà cambiato la vita ed il modo di vedere i poveri. “Ma Gigi, perché solo tre anni?”. Perché le situazioni che seguiamo sono in emergenza e te ne accorgerai e, passati tre anni, normalmente un’emergenza è superata; e poi perché se il corso ti è piaciuto, puoi fare altre esperienze simili: puoi aderire a un programma in Vietnam, dove seguiamo bambini con l’Aids, oppure in Perù dove abbiamo bambini vittime di violenza sessuale …  In alcuni programmi, i bambini sono morti oppure si sono aggravati al termine del triennio: nessuna paura! Questi casi non vengono abbandonati e non sarai tu a dovertene fare carico: ci penserà l’Associazione tutta, come è avvenuto per la mamma di Santina, Everline, morta di Aids e che abbiamo seguito con dialisi e trasfusioni fino alla fine! Ti ho detto tutto. Se sei pronto, ora ti parlo dei dieci bambini iracheni:

Prima di tutto, ci sono i tre ragazzi di cui abbiamo parlato tanto, e sono Allen (adottato da don Dario), nato il 2 luglio 2011, il figlio di Ashur: per lui prevediamo un aiuto per la scuola. Conoscete ormai anche Lora (adottata da Rossana), nata l’ 8 marzo 2006, figlia di Beida, nata con una malformazione: per lei la mamma chiede aiuto con gli alimenti. E poi, conosciamo anche Julian (adottato da Maria Grazia) , nato il 13 luglio 2014, figlio di Gina per il quale chiediamo aiuto in medicine. E questi i profili degli altri sette ragazzi che abbiamo inserito nel nostro programma di adozione a distanza per i prossimi 3 anni, dal 2021 al 2024.

Caroline adottata da  Antonella
è nata il 14 novembre 2010 e la famiglia chiede aiuto per le spese scolastiche. Il papà si chiama Haifa Ramzi e la mamma è Firas Emanuel, entrambi i genitori hanno 41 anni. Il padre fa il guardiano; la coppia ha adottato altri tre ragazzi: Diana, che conoscete dal libretto a lei dedicato, e i suoi due fratelli. Dunque in totale sono sei ragazzi che vivono nella casa dei nonni con l’unico salario di Haifa Ramzi. Come sappiamo dalla storia di Diana, la famiglia è profuga da Mosul, perseguitata dai militanti dell’Isis come tanti semplicemente per essere cristiani.

Habir adottato da Emilia
è nato il 26 ottobre 2011 ad Ankawa. Il papà, che è fabbro, si chiama Hazam Emanuel, ha 54 anni ed ha problemi di salute; la mamma, Wuafa Ramzi, ha 49 anni; i due hanno 5 figli. La famiglia è profuga dalla Piana di Ninive e se questo non bastasse, oggi a causa della pandemia da covid si trova con Hazam – già malato – disoccupato. La famiglia chiede un aiuto per sostenere le spese scolastiche per Habir per i prossimi tre anni.

 Fadi Paulus adottato da Ermanno
è nato il 6 luglio 2009. La famiglia è profuga per il nome di Gesù da Mosul. Il padre, 46 anni, si chiama Paul Peter e la mamma, 49 anni, si chiama Lamia Elia. Fadi ha altri 4 fratelli. Paul lavora in un supermercato ed ha problemi di salute – alla schiena e ai reni. Quando vivevano a Mosul, la madre era insegnante ma ora ha perso il lavoro. I genitori chiedono aiuto per sostenere le spese per l’intervento al setto nasale che Fadi deve affrontare per ricomporre gli esiti di una brutta caduta dal secondo piano di un edificio.

Andy Nashuan adottato da Luca
è nato il 20 gennaio 2006. La sua famiglia vive oggi a Qaraqosh, dove sono arrivati dopo la fuga dalla Piana di Ninive all’arrivo, il 16 agosto 2014, dei terroristi dello Stato islamico. La famiglia ha subito un grave bombardamento a Qaraqosh e in preda allo spavento è fuggita dalla città. Ora vive in casa della zia. La mamma si chiama Zaira Shemunha, il marito si chiama Nashuan Elia e fa il muratore. Sono in fuga dall’Isis per il semplice fatto di essere cristiani: oggi non hanno più nulla. Per Andy chiedono aiuto per gli alimenti.

Nur adottata da Roberto
è nata il 10 agosto 2012, una di tre gemelli: Nur, Norman e Nelson. Oltre ai tre gemelli ci sono ancora Linda, che ha18 anni, Licia di 17 e Lion di 15 anni. La mamma si chiama Sandra, ha 45 anni e non lavora; il marito si chiama Luci Kamel, ha 47 anni e faceva il carpentiere: oggi non lavora più perché ha problemi al cuore e al fegato. La famiglia è fuggita nel 2016 da Baghdad perché minacciati in quanto cristiani. Hanno diversi problemi da risolvere, ma per Nur chiedono un aiuto che riguarda gli alimenti.

Maria adottata da Paolo
è nata il 4 giugno 2008: in famiglia sono quattro fratelli. La mamma si chiama Shaima Micael ed ha 39 anni, mentre il papà si chiama Adnan Abid Yoanna ed ha 52 anni. La famiglia è fuggita da Baghdad. Il padre faceva il cameriere in un ristorante, fino a quando – nel 2006 – prima ha ricevuto una minaccia per iscritto e poi questa minaccia si è trasformata in una minaccia pubblica, affissa alla porta di casa, contro tutta la sua famiglia. Adnan si trasferisce così a Qaraqosh dove nasce Maria nel 2008: in quell’anno, il padre lavora come elettricista. Nel giugno 2014 fuggono per la prima volta da Qaraqosh; provano a tornare dopo 20 giorni, ma i bombardamenti dell’Isis li costringono a fuggire di nuovo. Il fratello di Adnan decide di rimanere: purtroppo fino ad oggi non si sa che fine abbia fatto, se sia stato assoggettato al sedicente Stato Islamico. Ora Adnan lavora come fornaio, ma mi dice che come le altre famiglie preferisce morire piuttosto che rinnegare la propria fede cristiana. Shaima si è fatta tatuare una croce sul braccio per dire a tutti che è cristiana e non venga confusa, per via del nome, con una musulmana. La famiglia chiede per Maria un sostegno per le spese scolastiche.

Adriana  adottata da Antonia
è nata il 22 ottobre 2009. La sua mamma, 44 anni, si chiama Ronach, il padre si chiama Behenan, ha 47 anni e lavora come meccanico: Ronach e Behenan hanno cinque. Behenan mi racconta che fino al 2006 hanno vissuto a Mosul; il 18 dicembre, gli islamisti lo hanno chiamato al telefono e lo hanno minacciato di morte. Così la famiglia ha lasciato Mosul per Qaraqosh. Fino al giugno 2014, Behenan lavora a Bartella come meccanico, ma poi sono fuggiti – sempre a causa dell’Isis – e hanno vissuto per tre mesi in casa di parenti. Chiedo a Behenan: se per aver salva la vita dovessi rinnegare Gesù, cosa faresti? L’uomo mi dà una risposta forte: “Se mi convertissi all’islam, la mia vita sarebbe molto peggiore di questa: preferisco morire per il nome di Gesù!”. Mi chiedono di dare un aiuto sanitario per sistemare i denti di Adriana.

IL REGOLAMENTO DEL PROGRAMMA DI ADOZIONE: REGALA UN SORRISO IN IRAQ 2021-24

  1. La quota annuale per l’adozione a distanza è di Euro 300 a persona e l’impegno è triennale per un totale di Euro 900.
  2. Raccolte le 10 quote annuali per un totale di Euro 3000, con bonifico bancario e facendoci carico delle spese bancarie in ricezione, con qualifica OUR, eroghiamo l’intera somma alla Parrocchia di Msabaha il cui Parroco è Padre Lukas, un cappuccino Kenyota.
  3. Suor Carolina ci invia ricevuta di Euro 3000
  4. Una volta al mese Suor Carolina distribuisce Euro 25 ad ogni famiglia secondo la modalità espressa nel segunete punto
  5.  I 25 euro nel seguente modo:
    5.1.    Educazione (tasse scolastiche e di iscrizione dei bambini adottati)
    5.2     Alimentazione (farina, fagioli, riso)
    5.3     Medicine e visite mediche, qualora che ne fosse bisogno per il bambino o i genitori o parenti ammalati di AIDS. In questo caso, se ci fosse bisogno di cure mediche l’intera somma sarebbe suddivisa in: spese mediche prima di tutto, poi per l’alimentazione ed infine nella educazione.
  6. Mensilmente Suor Carolina si curerà di scrivere un resoconto di come il denaro sia stato impiegato ed ogni semestre, od in occasione di un nostro viaggio di solidarietà provvederà a consegnarci ricevute di quanto speso.
  7. Al termine dell’ anno in una approfondita revisione con Suor Carolina  si provvederà a rinnovare l’annualità successiva
  8. Per tutti questi motivi di impegno sono ad esortare tutti i genitori adottivi a non abbandonare il programma di adozione, viste anche le precarie situazioni di salute dei piccoli.
  9. Le vie di informazione saranno solo 3:
    9.1. La pagina web dedicata al nostro programma, dove si troveranno i dati generali dei bambini, dei pagamenti e della situazione in cui essi vivono. Tale pagina è visibile a tutti
    9.2. La chat del gruppo di adozioni a distanza. In questa a scadenza regolare Suor Carolina  provvederà ad inviare notizie più specifiche. 
    9.3 Una chat personale con Suor Carolina attraverso la quale avere notizie più dettagliate sui bambini.
  10. Il programma è triennale e non rinnovabile.

Bergamo, 18 luglio 2021
Ottavo anniversario di Associazione Amici di Santina ONLUS